La "salemitana" Paula Gnidziejko ideatrice del concorso veneziano “Un Menù per La Colomba”
Nata a Giżycko, una amena cittadina polacca nella zona dei Grandi Laghi della Masuria, Joanna Paula Gnidziejko giunge in Italia trenta anni fa circa, prima andando su e giù per lo Stivale, dalla Calabria alla Valle d’Aosta, e poi approdando in Sicilia, per vivere stabilmente all’ombra del Castello di Salemi.
Nella millenaria citta’ a forma d’aquila al centro della Val di Mazara vi rimarrà per ben 18 anni. Convinta di avere finalmente trovato il luogo ideale per mettere in pratica il temperamento e l’estro creativo di cui e’ dotata dando vita ad iniziative ed eventi innovativi e non convenzionali e sempre al servizio della comunità.
L’anticonformismo e lo spirito di servizio saranno la cifra caratterizzante della sua lunga permanenza nel “borgo tra i piu’ belli d’Italia.
Non da spettatrice passiva, ma da protagonista, servendosi dell’Associazione “Noi, loro e il futuro”, da lei fondata, come strumento operativo per dare vita ad eventi di notevole spessore culturale e civile.
Ne citiamo solo alcuni: “Arte, psicologia e poesia- Stalking, prevenire è meglio che curare”; la mostra 'The follow of Time' di Pasquale Mazzullo all’interno della seconda edizione del “Festival delle Comunità Ospitanti”; vari convegni di studi, tra cui quello su “Le sfide evolutive: l’adolescenza e i conflitti generazionali” e sulla necessita’ della sostenibilità ambientale e la corretta interpreazione degli spazi abitativi da titolo “Abitare la casa“.
Ma la creatività, come e’ noto, ha bisogno di essere coltivata giorno dopo giorno, di un habitat favorevole e predisposto. Quando invece cominciano a sorgere ostacoli, pretestuosi impedimenti e incomprensioni, accade l’inevitabile.
Sebbene sia una propensione innata, la creatività si alimenta attraverso la pratica quotidiana, l'apertura a nuove esperienze, l’inseguimento di orizzonti inesplorati, la ricerca di risposte a una miriade di curiosità e l’elaborazione di approfondimenti culturali.
E poi, qualcuno non ha forse detto che la creatività è l'intelligenza che si diverte?
E quando l’intelligenza non si diverte subentra un noioso conformismo misto ad un monotono appiattimento emotivo, arriva inevitabilmente il momento in cui si alzano le vele per salpare alla ricerca di nuovi lidi.
Che nel nostro racconto assume i contorni di quello di Venezia, luogo che Paula raggiungerà come una meta necessaria, sia pure ammantata da una velata nostalgia per la collina e le persone lasciate ai ricordi.
E qui che la nostra “salemitana” porta a termine i suoi brillanti studi presso l’Università di Venezia, ed e’ qui che trova l’ambiente a lei congeniale.
Sarà in questo intrigante labirinto di calli e ponti, tra palazzi gotici e rinascimentali ondeggianti sull'acqua, dove l'acqua alta diventa una sfida ambientale ricorrente, che Joanna Paula Gnidziejko, fedele a se stessa, ingaggerà una sfida con se stessa.
Nasce da lei l’idea di riprendere, dopo vent’anni, il concorso internazionale “Un Menù per La Colomba”, istituito nel lontano 1953 dal proprietario del ristorante “La Colomba”, Arturo Deana con la collaborazione del gallerista Carlo Cardazzo. Diventata negli anni una mini Biennale, a cui parteciparono centinaia di artisti, tra cui Picasso, Chagall e De Chirico.
Un Concorso d’Arte internazionale ribattezzato "LA COLOMBA: L'Arte torna a tavola” curato e organizzato da Monica Isabella Bonaventura e verra’ inaugurato a Venezia il prossimo 29 Marzo 2026.
“L’iniziativa si propone come un ponte tra epoche” - ci dice Paula Gnidziejko- “capace di restituire continuità a un percorso artistico di rilievo e di rinnovarne il significato nel presente”.
Ci dica di cosa si tratta.
“Nel cuore pulsante di Venezia, in una posizione d'élite incastonata tra l'imponente Ponte di Rialto e il leggendario Teatro La Fenice, la storica Trattoria La Colomba riapre le sue porte alla creatività universale.
Cerchiamo artisti pronti a esporre in una location leggendaria, dove nomi illustri come Matisse, Dalì, Chagall e Van Gogh hanno reso omaggio alla bellezza con il loro genio. Partecipare a questo Concorso d'Arte e alla relativa mostra collettiva significa entrare come in un "museo privato", avendo l'onore di essere contemplati da un pubblico internazionale che visita questa prestigiosa meta veneziana.”
Questo nuovo evento che lei ha ideato e’ una esposizione di opere figurative o cosa?
“Non si tratta soltanto di un’esposizione, ma di un progetto culturale che intende valorizzare i linguaggi artistici in relazione al contesto, favorendo connessioni tra territori, generazioni e visioni diverse. Riprendendo, a distanza di vent’anni, il concorso internazionale “Un Menù per La Colomba”, l’iniziativa si propone come un ponte tra epoche, capace di restituire continuità a un percorso artistico di rilievo e di rinnovarne il significato nel presente”
Ho letto che questo concorso ha anche una storia importante alle spalle, giusto?
“Sì, ed è un aspetto a cui tengo particolarmente. Questa iniziativa si inserisce come naturale continuazione del concorso internazionale “Un Menù per La Colomba”, che in passato ha visto la partecipazione di artisti appartenenti al panorama culturale del primo e secondo Novecento. Riprendere oggi questo progetto, a distanza di vent’anni, significa non solo dare continuità a una memoria artistica importante, ma anche riattivare un dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità diverse.”
Un progetto quindi anche di valore storico?
“Assolutamente si. È un progetto che unisce valore storico e ricerca contemporanea, con l’intento di costruire un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare. In questo percorso, la collaborazione con Monica Isabella Bonaventura è stata fondamentale.”
Chi e’ Monica Isabella Bonaventura?
“Monica è Direttrice della Venice Art Gallery, Organizzatrice di Eventi e Mostre d’Arte Nazionali e Internazionali, collaboratrice del critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso. La sua esperienza, unita a una visione estremamente attenta e sensibile, ha contribuito a dare al progetto una struttura solida e una credibilità riconoscibile nel panorama artistico.”
Il proprietario della storica trattoria La Colomba non e’ più lo stesso?
“Il nuovo proprietario e gestore de "La Colomba" di Venezia oggi e’ Jackie Jiang, e colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per aver compreso il valore e l’importanza di questa iniziativa, aprendo le porte a un progetto di questo calibro. Non è mai scontato trovare interlocutori capaci di riconoscere la dimensione culturale di un'iniziativa. Questo per me e Monica ha avuto un significato profondo”.
Mi accennava qualche giorno fa che ha cercato di coinvolgere in questa sua nuova impresa alcuni artisti di Salemi in cui lei ha vissuto tanti anni. Con quali risultati?
“Ho cercato di farlo con tutto il cuore Avrei accolto con grande piacere una partecipazione più significativa da parte degli artisti di Salemi, un luogo che per me rappresenta molto più di una semplice dimensione geografica: è un luogo che ha contribuito profondamente alla mia crescita, anche culturale. Da presidente dell’associazione “Noi, Loro ed il Futuro”, sento forte il desiderio di restituire valore a questo territorio, creando occasioni concrete di visibilità e connessione.”
Si aspettava una maggiore partecipazione, quindi?
“Auspico, mi auguro che nelle prossime edizioni ci sia una partecipazione più ampia anche da parte degli artisti salemitani. Questo progetto è pensato anche per loro, come un'opportunità di espressione, confronto e crescita. Credo che il valore di un’iniziativa si costruisca nel tempo, e sono convinta che ci sarà modo di creare una presenza sempre più consapevole e condivisa.
Un invito permanente e valido anche per il prossimo futuro?
“Assolutamente si, è un invito aperto, ma anche una forma di fiducia. Le opportunità non sempre si colgono immediatamente, ma restano. E quando vengono riconosciute, possono generare qualcosa di davvero significativo.”
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