Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) rafforza l’impegno per la sicurezza idrica in Sicilia con uno stanziamento complessivo di 740 milioni di euro. Il vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini ha risposto alle interrogazioni parlamentari evidenziando un piano basato su nuove infrastrutture, riduzione delle perdite e una programmazione coerente con i piani di bacino. L’obiettivo è superare la logica dell’emergenza e avviare una gestione strutturale ed efficiente, soprattutto nel Mezzogiorno.
Opere strategiche e potenziamento a Palermo
Tra le priorità figura il primo stralcio 2025 del Pniisi, che destina 92,1 milioni di euro a cinque opere strategiche. A Palermo sono previsti tre interventi per il potenziamento dei potabilizzatori e dell’acquedotto di Montescuro, con benefici attesi sia per il capoluogo sia per parte della Sicilia orientale, anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Gli interventi mirano ad aumentare la capacità e la resilienza del sistema idrico nel lungo periodo.
Dighe e gestione delle criticità storiche
Attenzione anche alla diga Trinità, nel territorio di Castelvetrano. Il Mit vigila sulla sicurezza dell’infrastruttura, mentre la Regione si occupa della manutenzione e delle emergenze. Salvini ha sottolineato la rapidità delle valutazioni tecniche che puntano ad aumentare la capacità del serbatoio, affrontando criticità storiche.
Dissalatori contro la siccità
Sul fronte dei dissalatori, accelera il progetto di Porto Empedocle, con un piano che porterà la portata complessiva oltre i 500 litri al secondo. Interventi analoghi riguardano anche Trapani, con l’obiettivo di garantire una maggiore resilienza alle crisi idriche. A Gela, invece, il dissalatore è operativo dallo scorso autunno, seppur in regime provvisorio, e contribuisce già all’integrazione del sistema.
Verso una gestione strutturale dell’acqua
Il pacchetto di interventi punta a colmare ritardi cronici, assicurare acqua potabile e ridurre gli sprechi nelle reti. Misure che arrivano dopo estati particolarmente difficili per l’isola, segnate da proteste, riduzioni delle portate idriche e invasi incapaci di trattenere adeguatamente le risorse.
Un cambio di paradigma per la Sicilia
La strategia nazionale promossa da Salvini segna un cambio di passo: dalle emergenze continue a investimenti strutturali e duraturi. La Sicilia, tra le regioni più colpite dalla crisi idrica, beneficia così di risorse importanti per dighe, reti e dissalatori, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità e sviluppo. Resta ora la sfida dei tempi di realizzazione, decisivi per evitare che, anche nelle prossime estati, cittadini e settore turistico debbano fare i conti con la carenza d’acqua.