Il caso Pace arriva in Parlamento: interrogazione del M5S
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La morte di Bernardo Pace, il collaboratore di giustizia trapanese coinvolto nell’inchiesta Hydra, approda anche in Parlamento. I deputati e senatori del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e Roberto Scarpinato hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti al Governo sulle circostanze del decesso.
«Nei giorni scorsi abbiamo appreso la notizia della morte nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino del collaboratore di giustizia Bernardo Pace – affermano –. La morte è stata qualificata come suicidio ed è arrivata alla vigilia di un’importante udienza relativa al processo Hydra, sul consorzio di mafie italiane nato a Milano, sul quale Pace stava facendo rivelazioni fondamentali».
Secondo quanto evidenziato dai parlamentari, Pace avrebbe potuto fornire ulteriori elementi sul sistema mafioso lombardo e sui circuiti economico-finanziari riconducibili a Matteo Messina Denaro, di cui – viene sottolineato – sarebbe stato per anni un riferimento operativo a Milano.
L’interrogazione punta a fare luce su diversi aspetti: dalle cause della morte alle eventuali risultanze medico-legali già disponibili, fino alle condizioni di detenzione del collaboratore. I parlamentari chiedono in particolare se Pace fosse sottoposto a specifici protocolli di tutela, se fossero state adottate misure di prevenzione del rischio suicidario e se nei giorni precedenti al decesso fossero emersi segnali di fragilità o richieste di assistenza.
Viene inoltre chiesto se siano state avviate indagini interne o da parte dell’autorità giudiziaria per accertare eventuali responsabilità e quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per garantire piena chiarezza sulla vicenda.
«Intorno al processo Hydra – concludono Ascari e Scarpinato – emergono ogni giorno risvolti inquietanti, compreso il possibile coinvolgimento di colletti bianchi della politica. Quanto accaduto a Pace non può restare senza spiegazioni».
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