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28/03/2026 08:18:00

Il governo impugna la legge regionale sugli aiuti dopo il Ciclone Harry

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge approvata a fine gennaio dall’Assemblea regionale siciliana che stanziava 40,8 milioni di euro per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry. Risorse che si aggiungevano ai 50 milioni già messi a disposizione dalla giunta regionale nelle ore immediatamente successive all’emergenza.

 

La decisione del Cdm

La scelta è stata resa nota nella tarda serata di venerdì 27 marzo con un comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione del governo. Nella nota non vengono indicati nel dettaglio gli articoli contestati, ma si fa riferimento all’impugnativa della legge regionale n. 3 del 30 gennaio 2026.

Il provvedimento, intitolato “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”, era stato approvato con procedura d’urgenza sia dalla giunta Schifani che dall’Ars, con un iter rapido e un dibattito ridotto.

 

I nodi contestati da Roma

Non è ancora chiaro se l’impugnativa riguardi l’intero testo o solo alcune parti. La proposta, avanzata dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, si basa sul presupposto che alcune disposizioni eccedano le competenze della Regione Siciliana.

In particolare, sotto osservazione ci sarebbero norme in contrasto con la legislazione statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, ambiti regolati dall’articolo 117 della Costituzione.

Tra i punti critici figurerebbero:

  • la deroga alla regolarità contributiva (Durc) per i beneficiari dei ristori fino al 31 dicembre 2026;
  • l’esenzione dal pagamento dei canoni demaniali marittimi per gli stabilimenti balneari.

 

Fondi già erogati e categorie coinvolte

Nonostante l’impugnativa, una parte consistente delle risorse previste dalla legge è già stata distribuita tramite Irfis. In particolare:

  • 20 milioni di euro sono stati destinati alle attività commerciali danneggiate;
  • 5 milioni al Fondo di solidarietà per la pesca;
  • 5 milioni al comparto agricolo;
  • oltre 10 milioni agli operatori balneari.

Questi ultimi avrebbero beneficiato dell’esenzione dal pagamento dei canoni demaniali marittimi per il 2026 nelle aree portuali colpite dal ciclone.

 

Le altre misure previste

La legge includeva anche ulteriori interventi a sostegno dei territori più colpiti. Tra questi, l’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale per i residenti delle province di Messina e Catania nei caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera.

Per compensare i mancati introiti tra febbraio e giugno 2026, la Regione aveva previsto uno stanziamento di 800 mila euro a favore del Consorzio autostrade siciliane.