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29/03/2026 19:22:00

Domenica delle Palme, il vescovo Fragnelli: “Le guerre un’epidemia che soffoca il mondo"

Un forte richiamo alla pace, in un tempo segnato da conflitti e sofferenze globali. È il cuore dell’omelia pronunciata da Pietro Maria Fragnelli in occasione della Domenica delle Palme, momento che apre la Settimana Santa e prepara alla Pasqua.

 

Il vescovo invita i fedeli ad accogliere questo tempo come “un sussulto di fiducia, di grande speranza”, ma non nasconde l’angoscia che attraversa il presente. “L’attesa – sottolinea – è resa più angosciante da un’altra epidemia, le guerre in atto attorno a noi. Il mondo economico e politico, culturale e religioso è sconvolto: prepotenza e odio spingono verso le armi e non verso il dialogo”.

 

Parole dure, che mettono al centro il dramma dei conflitti contemporanei e delle loro conseguenze umane. “Quante vittime sul nostro pianeta, quanti morti sulle nostre coste, quante sofferenze sul cuore di tutti!”, afferma Fragnelli, tracciando un quadro che unisce le guerre alle tragedie delle migrazioni nel Mediterraneo.

Nel passaggio più intenso dell’omelia, il vescovo collega la Passione di Cristo al dolore del mondo di oggi: “La Passione del Signore Gesù si fa drammaticamente presente in ogni casa: quante mamme vanno a piedi scalzi per le vie del mondo per gridare i nomi di figli morti senza aver desiderato di morire”. Un’immagine potente che richiama le vittime innocenti dei conflitti e delle traversate disperate.

 

“Anche il Santo Sepolcro è chiuso”, osserva, evocando un clima globale segnato da tensioni e limitazioni. La preghiera, allora, diventa strumento di resistenza e solidarietà: “Si fa sempre più umile per abbracciare i morti innocenti del Mediterraneo e di tutti i Paesi della terra: ci sentiamo travolti da un’onda che nessuno sa e vuole bloccare”.

 

Eppure, nel messaggio del vescovo resta uno spiraglio di speranza, affidato alla fede e alla responsabilità collettiva. Citando il brano “L’onda perfetta” dei The Sun, Fragnelli ricorda che “ogni mattino è una pagina bianca di un nuovo destino, di un nuovo cammino”.

Da qui l’invocazione: “Aiutaci a scrivere la novità della vita per tutti su questa pagina bianca che tu ci doni. Aiutaci a scrivere una nuova storia per tutti su tutti i nostri mari e su tutte le nostre terre”.

 

Il messaggio si chiude con un auspicio concreto per le comunità: “Le palme che vi scambiate possano arricchire di pace le relazioni vicine e lontane, possano generare laboratori di solidarietà ovunque”.

Un’omelia che, nel giorno delle Palme, si trasforma così in un appello forte e diretto: fermare la spirale della guerra e riscoprire, anche nei territori della diocesi di Trapani, il valore della pace e della fraternità.