Quella che doveva essere una manifestazione capace di mostrare compattezza e forza politica attorno al progetto del Ponte sullo Stretto si è rivelata, nei fatti, un appuntamento sottotono. A Messina la piazza non si è riempita come previsto e, più ancora dei numeri, a pesare è stata la scarsa presenza dei principali esponenti della coalizione.
Numeri ridotti e critiche dell’opposizione
Le presenze si sono attestate attorno alle 1.500 unità, ben al di sotto delle aspettative degli organizzatori. Un dato che non è sfuggito alle opposizioni: Angelo Bonelli ha ironizzato parlando di una piazza con «più alberi che persone», trasformando la scarsa affluenza in un caso politico.
Presenze limitate tra gli alleati
Accanto a Matteo Salvini, promotore dell’iniziativa, la partecipazione degli alleati è apparsa contenuta. Per Forza Italia erano presenti il governatore siciliano Renato Schifani e la deputata Matilde Siracusano, mentre per Fratelli d’Italia si sono visti soltanto il commissario regionale Luca Sbardella e l’eurodeputato Ruggero Razza.
Assenze rilevanti, invece, tra diversi nomi di primo piano, a conferma di un coinvolgimento non pienamente corale.
Le tensioni interne emergono
Dal palco, Schifani ha ribadito la solidità dell’alleanza con Salvini, ma il quadro politico appare più complesso. In Sicilia, Forza Italia è attraversata da contrasti interni, in particolare tra Giorgio Mulè e l’assessore Edy Tamajo, con reazioni anche da parte di esponenti come Rita Dalla Chiesa e il coordinatore regionale Marcello Caruso, vicino a Antonio Tajani.
Uno scenario politico in evoluzione
La scarsa partecipazione al raduno sembra riflettere tensioni più profonde all’interno della coalizione. Il dossier Sicilia è osservato con attenzione anche a livello nazionale e non si escludono interventi sulla struttura del partito nell’isola. In questo contesto, un prossimo vertice di maggioranza potrebbe rappresentare un passaggio chiave per chiarire equilibri e strategie, nel tentativo di ricompattare un centrodestra che, almeno in questa occasione, ha mostrato evidenti segnali di divisione.