Si chiude con un’assoluzione piena l’indagine “Goldfish” che negli ultimi due anni aveva coinvolto l’imprenditore Pietro Lococo, indicato come amministratore di fatto de L’Avannotteria società agricola a r.l. di Petrosino. Al centro dell’inchiesta, una presunta truffa aggravata legata ai fondi previsti dal programma europeo per la pesca, in particolare alla misura destinata agli investimenti in acquacoltura, per la realizzazione di un “Centro di produzione e ricerca” nel territorio di Petrosino, nell’area dell’ex “Ittica Mediterranea” in contrada Triglia Scaletta.
Il Tribunale di Tivoli ha stabilito che “il fatto non sussiste”, smontando completamente l’impianto accusatorio. La decisione è arrivata al termine del rito abbreviato e mette la parola fine a una vicenda giudiziaria che aveva portato anche al sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro.
Dell’inchiesta si era occupata anche TP24 nel 2023, quando erano emersi i dettagli sulle presunte irregolarità nella gestione dei fondi comunitari destinati al comparto ittico.
Prosciolti manager e società del Gruppo HDP
Non solo Lococo: il giudice ha assolto anche i manager coinvolti nell’inchiesta – Libero Di Paola, Alessandra Mercadante e Ludovica Lococo – escludendo qualsiasi responsabilità.
Cadono anche le contestazioni a carico delle cinque società del Gruppo HDP coinvolte nell’indagine: il Tribunale ha certificato la piena regolarità delle attività e disposto l’immediata restituzione di tutti i beni sequestrati agli aventi diritto.
La reazione: “Due anni di sofferenza”
“Questa pronuncia mette fine a oltre due anni di grande sofferenza mia, della mia famiglia e delle persone che lavorano con me”, ha dichiarato Lococo. “L’assoluzione riguarda l’intero management e le nostre società, confermando la totale trasparenza del nostro operato”.
L’imprenditore ha poi sottolineato come, archiviata la vicenda giudiziaria, l’attenzione torni ora allo sviluppo del gruppo e alla crescita del settore.
Il profilo del Gruppo HDP
Il Gruppo HDP, fondato da Lococo, è tra i principali operatori italiani nel settore dell’acquacoltura, con impianti in diverse regioni, tra cui Sicilia, Lazio, Toscana e Liguria. L’azienda è specializzata nell’allevamento di specie come orate, spigole e ombrine, con una filiera completamente integrata e orientata alla sostenibilità.
Il gruppo, tra i pionieri in Italia nell’uso di sistemi RAS (a ricircolo d’acqua), punta ora a rafforzare il proprio percorso di crescita dopo la chiusura definitiva della vicenda giudiziaria.