Doveva riportare ordine nelle notti del centro storico, ma il “Piano Movida 2026-2028” del Comune di Alcamo è già finito al centro delle polemiche.
Il piano, approvato lo scorso 10 marzo, prevede un rafforzamento dei controlli nelle ore serali e notturne, con pattuglie della Polizia Municipale attive fino alle 2.30 per contrastare schiamazzi, abuso di alcol e degrado urbano. In programma anche regole più rigide: limiti al rumore, stop alla vendita notturna di alcolici per asporto e sanzioni più pesanti per i locali che non rispettano le norme.
Il nodo: pochi vigili e già sotto pressione
Il problema, però, è l’organico. La Polizia Municipale di Alcamo conta su personale insufficiente e con un’età media intorno ai 60 anni. Una situazione che rende difficile già oggi coprire i turni ordinari, figurarsi garantire una presenza stabile nelle ore notturne.
A sollevare il caso è la CGIL Funzione Pubblica di Trapani, che ha convocato un’assemblea per oggi 7 aprile. Il sindacato contesta anche il metodo: il piano sarebbe stato approvato senza il necessario confronto con le organizzazioni sindacali.
“Servizi notturni irrealistici”
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, l’idea di una presenza continuativa nelle notti del centro storico è “irrealistica” senza un potenziamento del personale. Il rischio, sostengono, è quello di esporre pochi agenti – e già avanti con l’età – a situazioni delicate, tra risse e vandalismi.
Già oggi, per coprire i servizi, si ricorre spesso alla reperibilità, soprattutto nei mesi estivi. Estendere in modo strutturale i turni notturni potrebbe mettere in crisi un sistema già fragile.
Le proposte
Tra le ipotesi che saranno discusse in assemblea c’è quella di un piano straordinario di assunzioni stagionali, con almeno 15 nuove unità per l’estate.
Il piano movida, insomma, punta a regole più rigide e controlli serrati. Ma senza uomini sufficienti, il rischio è che resti solo sulla carta.