Marsala 2026. L'ennesimo scontro politico sul porto
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Il porto di Marsala irrompe con forza nella campagna elettorale, trasformandosi da infrastruttura strategica a terreno di scontro politico diretto. Non è solo un’opera: è diventato simbolo e identità della campagna elettorale di Giulia Adamo, che rilancia con decisione il progetto, legando ancora una volta il proprio nome al destino del porto.
Dall’altra, la replica non si fa attendere: a intervenire è stato il consigliere Rino Passalacqua, già assessore nella stagione amministrativa guidata da Alberto Di Girolamo, che riporta il confronto su un piano politico e amministrativo più ampio.
Il risultato è uno scontro inevitabile, che riaccende una delle questioni più controverse e mai risolte della città, proprio mentre Marsala si prepara a scegliere la sua nuova guida.
Adamo: risultati già durante la campagna elettorale
Il 31 marzo la candidata sindaca rende noto che di aver consegnato all'assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò un progetto dettagliato di straordinaria manutenzione sul porto turistico: “In questo momento il pescaggio in alcuni punti è di appena 30 cm e di fatto rende impossibile l’avvio di una stagione turistica. La nostra proposta è stata prontamente accolta ed è stato deliberato un finanziamento di 600 mila euro. E’ un piccolo passo, ma per noi era importante dimostrare, prima della campagna elettorale, la determinazione dell’intera coalizione nel porre fine allo scandalo del porto di Marsala. Nel 2014, infatti, Marsala aveva due progetti, uno di messa in sicurezza del porto e il progetto della MYR. Dopo essere stati resi compatibili, avevamo ottenuto tutti i permessi ed erano arrivati al ministero dell’ambiente per l’ultima autorizzazione. Il porto pubblico aveva già un finanziamento di 50 milioni di euro. È un risultato di tutta la nostra coalizione”.
Passalacqua: false dichiarazioni da Adamo e Lo Curto
Il consigliere comunale Rino Passalacqua, candidato a sostegno di Andreana Patti sindaca, commenta un'intervista della Adamo sul porto: “A commento dell’intervista vi era una dichiarazione dell’On. Eleonora Lo Curto che commentava che per colpa dell’amministrazione di Girolamo tutto si è arenato, per il dovere di verità voglio raccontare ad entrambe le onorevoli la realtà dei fatti che trova nelle carte ufficiali riscontro alle loro menzognere dichiarazioni. Il famoso progetto pubblico di cui parla l’On. Adamo nell’ intervista non aveva nessuna copertura finanziaria e vi è una corrispondenza ufficiale tra l’assessorato regionale ed il comune di Marsala che lo testimonia e che allego adesso, poi si deve sapere che l’ iter del porto privato è naufragato perché in una delle ultime sedute della commissione (di cui faceva parte,il sindaco, la prefettura, la capitaneria e l’assessorato regionale al territorio) che controllava le varie fasi esecutive, un ingegnere dell’assessorato regionale, constatando che la Myr società affidataria del progetto privato, non aveva rispettato le scadenze dettate dall’accordo di programma da parecchi mesi, ha revocato tutto il procedimento dando alla Myr di Ombra la possibilità di fare ricorso a tale decisione, ricorso che non mi pare sia stato presentato! Queste notizie che vi racconto si trovano nei verbali di tale commissione che sono disponibili negli uffici comunali”.
Botta e risposta, carte pubblicate sui social
La candidata Adamo non ci sta alla ricostruzione di Passalacqua e continua: “Il documento che tu pubblichi per “dimostrare” l’inesistenza del finanziamento del “Progetto di messa in sicurezza del Porto di Marsala “ è del 2013 e quindi, naturalmente, il finanziamento non c’era perché il progetto non era ancora “esecutivo “. Proprio per questo chiesi e ottenni che le “competenze tecnico-amministrative” fossero trasferite al Comune in modo da procedere velocemente ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie a renderlo cantierabile e quindi oggetto di finanziamento. Cosa che avvenne regolarmente nel 2015 con la delibera n. 344 del 29 Dicembre 2025 “ Patto per lo Sviluppo della Sicilia “ con un finanziamento di 49.000.000.00”.
Adamo dice di non voler polemizzare con l’amministrazione che ha governato dal 2015 al 2020, ma specifica che l’ex sindaco Alberto Di Girolamo “Non aveva dato seguito al lavoro svolto dalla mia amministrazione probabilmente perché era circondato da persone incompetenti o che avevano altri interessi, altrimenti non si spiega come si può continuare a mentire in questo modo. Per quanto mi riguarda volevo soltanto ricordare ai cittadini gli importanti e innegabili risultati ottenuti nel breve periodo in cui sono stata sindaco”.
Lo scontro si accende e segue la richiesta di scuse: “Aspetto le tue scuse a me e all’On. Eleonora lo Curto per il contenuto e il tono del tuo intervento. La verità è semplice e dimostrabile: Marsala nel breve periodo in cui sono stata sindaco aveva raggiunto obiettivi concreti e verificabili seguiti purtroppo da un decennio di pessima amministrazione e questo è il motivo per cui sono tornata”.
Passalacqua però parla di boutade, l’elenco di Adamo, dice, è senza fondamento, trattandosi di un elenco che era parte integrante di una procedura denominata “Patto per il Sud”, dove si elencavano infrastrutture strategiche del Meridione per complessivi 40 miliardi di euro, un elenco nato dalle varie segnalazioni arrivate alla Regione dagli Enti Locali.
Aggiunge: “Con questo benedetto elenco del 2015 circa, senza nessuna copertura finanziaria e senza nessuna progettazione avviata, si poteva per le opere inserite cercare i finanziamenti nell’agenda europea per la progettazione e realizzazione! Nell’Aprile del 2016 la Regione però emana l’accordo di programma per la realizzazione del porto privato con la Myr di Massimo Ombra, in tale accordo erano ben definite tutte le tappe della progettazione e gli investimenti finanziari per la realizzazione dell’intera area portuale, compreso il Piano regolatore del porto propedeutico a tutte le fasi di avvicinamento. Quell’elenco che sbandiera l’onorevole Adamo era solo un, come si dice in gergo, “ un libro dei sogni” dove ognuno ha cercato di mettere un bollino in una operazione che di sostanziale non aveva nulla, solo una segnalazione approssimativa, superata dall’iter iniziato dai privati, che poi dopo varie vicissitudini si sono visti revocati l’accordo per sostanziali inadempienze procedurali/ amministrative! Basta chiedere a qualsiasi funzionario comunale o regionale di quel periodo per riscontrare le mie affermazioni. Vedo troppa ignoranza che vorrebbe sovvertire la verità, non tollerabile da chi invece lo fa in assoluta malafede”.
Porto, tema centrale
Il porto si conferma così tema centrale, non più rinviabile, cartina di tornasole della credibilità politica e amministrativa di chi oggi chiede fiducia ai cittadini.
E mentre il confronto si accende tra chi rivendica e chi contesta, resta un’assenza che pesa: quella del sindaco Massimo Grillo, che continua a non chiarire quale sia il reale stato di avanzamento dell’opera.
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