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03/04/2026 06:00:00

Marsala 2026: Giulia Adamo, il porto e le richieste istituzionali in campagna elettorale

Accadono cose in questa campagna elettorale marsalese che fanno molto riflettere sulla qualità della stessa e dei candidati. E c’è un episodio a cui dovrebbe rispondere formalmente l’assessore regionale alle Infrastrutture, manco a dirlo di Fratelli d’Italia, che ha ricevuto presso i suoi uffici la candidata sindaca Giulia Adamo, insieme al suo codazzo di rappresentanti politici: Nicola Catania, Maurizio Miceli, Enzo Sturiano, Stefano Pellegrino e così via.

 

Fin qui nulla di strano. E’, invece, destabilizzante sapere che alla luce di quell’incontro ci siano state delle richieste e che sono state pure esaudite, orientando o sicuramente cercando di farlo, la campagna elettorale.

In parole spicciole quello che emerge è questo: Giulia Adamo comunica pubblicamente la consegna di un progetto a Alessandro Aricò e l’ottenimento di un finanziamento (600 mila euro), quindi il risultato viene esplicitamente collegato alla capacità della coalizione “durante la campagna elettorale” di fare cose.

 

Le dichiarazioni di Adamo

La soddisfazione di Giulia Adamo è tanta, scrive direttamente ai marsalesi: “Cari concittadini di Marsala, lo scorso martedì 17 marzo, abbiamo consegnato all'assessore regionale alle infrastrutture, Alessandro Aricò un progetto dettagliato di straordinaria manutenzione sul porto turistico. In questo momento il pescaggio in alcuni punti è di appena 30 cm e di fatto rende impossibile l’avvio di una stagione turistica. La nostra proposta è stata prontamente accolta ed è stato deliberato un finanziamento di 600 mila euro. E’ un piccolo passo, ma per noi era importante dimostrare, prima della campagna elettorale, la determinazione dell’intera coalizione nel porre fine allo scandalo del porto di marsala. Nel 2014, infatti, marsala aveva due progetti, uno di messa in sicurezza del porto e il progetto della MYR. Dopo essere stati resi compatibili, avevamo ottenuto tutti i permessi ed erano arrivati al ministero dell’ambiente per l’ultima autorizzazione. Il porto pubblico aveva già un finanziamento di 50 milioni di euro. Alleghiamo pertanto, al fine di porre fine ad alcune polemiche nate nelle ultime ore, la comunicazione del ministro dell’ambiente che, con nota DVA-2014-32879 del 13/10/2014, a seguito della verifica di non interferenza, inviava il nulla osta a precedere per entrambi i procedimenti. Non è un mio risultato personale, ma un nostro traguardo collettivo. Insieme, possiamo raggiungere obiettivi importanti per Marsala e il suo porto”.

  

 

Atto istituzionale in messaggio elettorale

In sostanza si tratta di situazione delicata, durante una campagna elettorale, per l’uso politico di atti amministrativi, perché quando un finanziamento pubblico viene comunicato in campagna elettorale può sembrare uno strumento di consenso, oltre a creare confusione tra ruolo istituzionale e candidatura. Il rischio in sostanza è di sovrapporre amministrazione e propaganda.

 

Il sonno degli altri candidati

Quello che stranisce, e non poco, è il silenzio degli altri candidati alla carica di sindaco di Marsala. Di fronte a un annuncio così rilevante, per tempi, modalità e impatto politico, ci si sarebbe aspettati prese di posizione, chiarimenti, magari anche critiche puntuali. Invece nulla. Un vuoto e  una mancanza di reattività  enorme. Dormono, o osservano in silenzio aspettando il momento giusto per intervenire? In una campagna elettorale, il silenzio non è mai neutro: può diventare segnale di debolezza politica.

 

Non c'è mai stato il finanziamento del porto, lo scriveva la stessa Regione

Già nel 2016 su TP24 evidenziavamo come i 50 milioni di euro annunciati per il porto non avessero alcuna reale copertura finanziaria, e come tale criticità fosse stata esplicitamente segnalata dalla Regione.  Il progetto pubblico di messa in sicurezza non è mai giunto alla fase esecutiva: l’iter si è infatti arrestato presso la Regione una volta conclusa l’esperienza amministrativa del sindaco Adamo a Marsala, anche a seguito delle osservazioni formulate dagli uffici regionali. Il progetto, promosso dall’amministrazione Adamo, risulterebbe ancora privo dell’approvazione della VIA-VAS, come si evince anche dal sito del Ministero dell’Ambiente, e già nell’estate del 2014 era stato di fatto “bocciato” dalla Regione proprio per tali carenze. In particolare, mancavano sia la valutazione ambientale sia l’indicazione delle fonti di finanziamento necessarie alla realizzazione dell’opera.

Del resto, gli stessi funzionari regionali, in una nota del febbraio 2014, chiarivano che “allo stato attuale nessun appostamento finanziario è previsto nei capitoli di bilancio regionale, sia relativi a fondi nazionali che comunitari, per il finanziamento dell’intervento in argomento e più in generale nel FESR 2007/2013”. Una situazione che, come confermato anche dal prospetto del Patto per la Sicilia, non ha registrato sostanziali cambiamenti negli anni successivi.

In questo contesto, il cosiddetto Patto per il Sud si configura più come un elenco programmatico di opere da realizzare — una sorta di libro dei sogni — che come un piano immediatamente cantierabile.  Che non c'erano i fondi per il porto lo abbiamo riportato più volte su TP24 e questo stesso documento qui sopra, che lo testimonia, oltre che nel febbraio del 2016, lo abbiamo ripreso anche in un altro articolo, nel novembre del 2024, che potere leggere qui.