Una giornata di mare, di quelle perfette di primavera, si è trasformata in un’operazione di sicurezza.
Un sub si è immerso nelle acque davanti il Lido Marina, sul lungomare sud, a Marsala, e ha fatto una scoperta che nessuno vorrebbe mai fare: un ordigno bellico inesploso.
Non un semplice relitto, ma quella che appare come una bomba a mano, probabilmente risalente alla Seconda Guerra Mondiale.
Immediata la segnalazione. E immediato anche l’arrivo dei soccorsi.
Il ritrovamento in mare
Il protagonista del ritrovamento è un sub esperto, ex militare e poliziotto. Proprio la sua esperienza gli avrebbe permesso di riconoscere subito la pericolosità dell’oggetto individuato sul fondale.
Capito il rischio, non ha toccato nulla e ha allertato le autorità, seguendo alla lettera le procedure di sicurezza.
Sul posto Capitaneria e Vigili del fuoco
Nell’area del ritrovamento, al Lido Marina, sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza della zona.
Non è escluso che nelle prossime ore possano intervenire anche gli artificieri per la rimozione o la neutralizzazione dell’ordigno.
Ordigni della guerra ancora nei nostri mari
Non si tratta di un caso isolato. I fondali della Sicilia, e in particolare della costa trapanese, conservano ancora tracce della Seconda Guerra Mondiale.
Ordigni rimasti inesplosi possono riemergere o essere individuati durante immersioni o attività di pesca. E restano potenzialmente letali anche dopo decenni.
Cosa fare in questi casi
Il comportamento del sub è quello corretto, e può fare la differenza tra sicurezza e tragedia.
Non bisogna mai toccare o spostare l’oggetto, anche se appare vecchio o incrostato.
È fondamentale segnalare con precisione il punto del ritrovamento e contattare subito le autorità.
Allo stesso modo, è importante allontanare eventuali persone dalla zona ed evitare che qualcuno si avvicini per curiosità.
In questi casi, la regola è una sola: non improvvisare. La gestione spetta esclusivamente agli specialisti.