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14/04/2026 06:00:00

Campagna elettorale e Sanità: a Marsala più slogan che competenze

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Tema sentito è quello della Sanità: i candidati alla carica di sindaco di Marsala ne fanno uso durante la campagna elettorale. Ne parlano molto e, in modo particolare, entrano in competenze che sono fuori campo, cioè nell’assunzione di decisioni che possono e sono di fatto in capo alle istituzioni sanitarie, nello specifico ASP, assessorato regionale alla Salute e, in quota parte, al Ministero.

 

Adamo: “Nomina di un manager dedicato alla provincia”
La candidata Giulia Adamo, che si è espressa sulla questione del commissariamento dell’ASP 9 di Trapani, tiene a dire che: “La nostra soluzione concreta è la nomina di un manager dedicato per la provincia di Trapani, per uscire dalla gestione commissariale dell’Asp, che da sempre affligge il territorio. Chiederemo la nomina di un manager all’assessorato regionale, con un profilo con comprovata esperienza in gestione sanitaria, che si interfacci con l’amministrazione con riunioni mensili e piani d’azione condivisi. Sanità efficiente, senza fughe verso altre città. Marsala merita di curare i suoi cittadini a casa loro.”

 

Lo Curto: “Modo spudorato di Patti”
Eleonora Lo Curto, commissaria provinciale della Lega, riconosce l’analisi corretta del nostro articolo.
La questione Sanità è un fitto elenco di competenze che non toccano mai, o quasi, il potere decisionale del sindaco. Lo Curto sostiene che Andreana Patti, che definisce “l’ex assessora di Tranchida”, enunci sulla sanità affermazioni surreali, bugiarde e pericolose. Sottolinea: “Surreali perché evidenziano l’assoluta inadeguatezza di chi immagina di poter amministrare la sanità sostituendosi a istituzioni che ne hanno esclusiva competenza, come da voi sottolineato; bugiarde perché la candidata del ‘campo largissimo’, avendo ricoperto il ruolo di assessora a Trapani, sa bene che il suo sindaco non ha potuto governare la sanità e quindi, pur di conquistare consenso, mente ai cittadini marsalesi, sapendo di mentire, in modo spudorato e sconcertante; pericolose perché millanta ruoli da sceriffo, controllore e programmatore che nessun sindaco può per legge esercitare, illudendo squallidamente i cittadini più fragili, quali sono le persone ammalate, che, se eletta, accorcerà i tempi di attesa delle visite, migliorerà i servizi di assistenza sanitaria e addirittura aumenterà le prestazioni sanitarie”.

 

Continua la commissaria della Lega: “Ringrazio TP24 per questo articolo, che nel rispetto del diritto dei cittadini a un’informazione corretta e onesta denuncia in modo chiaro quanta malafede, se non proprio assoluta ignoranza, ci sia nel programma sulla sanità che l’ex assessora di sinistra ha esposto pubblicamente. Altresì mi offre l’opportunità di chiarire come le affermazioni di Giulia Adamo siano coerenti con le possibilità che il sindaco può mettere in campo per rappresentare adeguatamente le necessità della propria comunità a chi governa la sanità trapanese. Il punto che correttamente ha precisato Giulia è proprio questo: il sindaco si farà parte attiva affinché si passi dalla gestione commissariale alla governance stabile dell’ASP di Trapani, sollecitando il governo regionale ad agire tale scelta e per questo auspichiamo che l’attuale commissaria, dottoressa Sabrina Pulvirenti, possa essere quanto prima nominata direttore generale”.

Attestato di stima per l’attuale commissaria dell’ASP, che nessun partito, né destra né sinistra, sta mettendo in discussione proprio per la competenza che sta manifestando. 

 

Lo Curto riconosce in Pulvirenti “l’eccezionale lavoro che sta svolgendo, sotto gli occhi di tutti, ed è legittimo sperare che possa ricoprire in modo stabile e duraturo il ruolo 

che sta esercitando a capo della nostra azienda sanitaria. Invocare la stabilità nel tempo del DG e lavorare politicamente perché ciò sia possibile non solo è doveroso da parte del sindaco, ma rientra anche nelle sue possibilità. Chiedere rispetto per le professionalità e le eccellenze del nostro territorio nel campo sanitario è anch’essa una legittima richiesta che può essere inoltrata al governo regionale ed è quello che io stessa ho cercato di fare da deputata quando suggerivo il nome del dottor Fazio come direttore sanitario dell’ASP, a cui purtroppo fu preferito Gioacchino Oddo, noto per lo scandalo a sfondo sessuale che ha riempito pagine di giornali. Al dottor Fazio, come sottolineato in un vostro articolo la settimana scorsa, si devono gli indiscutibili successi a livello nazionale e primati della sanità pubblica trapanese nell’attuazione delle direttive nazionali sul PNRR, che dovrebbero fare riflettere sulla necessità che la sanità sia davvero affidata alle migliori intelligenze e professionalità, che nel nostro territorio spesso vengono ignorate a favore di chi pensa di lucrare politicamente sulla salute dei cittadini”.

 

Sanità in campagna elettorale
Quando la sanità entra nella campagna elettorale per le comunali, spesso non è un segnale di attenzione: è il sintomo che si sta giocando su un terreno che non si conosce davvero.

Il punto è semplice: la sanità non è competenza del Comune. La gestione del sistema sanitario spetta alle Regioni, attraverso le aziende sanitarie. Il sindaco non apre reparti, non assume medici, non decide le liste d’attesa. Promettere “rivoluzioni” in questo ambito, in una campagna comunale, significa raccontare qualcosa che non si può mantenere.

Eppure, puntualmente, accade. Perché? Perché la sanità è un tema che tocca tutti, genera consenso immediato, fa presa sulla paura e sul bisogno. Ma proprio per questo andrebbe trattata con serietà, non con slogan.

E quindi cosa può fare un’amministrazione comunale? Poche ma essenziali cose: vigilare affinché i diritti costituzionali siano rispettati; fare pressione istituzionale su Regione e ASP; facilitare l’accesso ai servizi (trasporti, assistenza territoriale, informazione ai cittadini); collaborare sul piano sociale e sociosanitario. Tutto il resto è fumo. Cioè non esiste. Chi oggi, in campagna elettorale, parla di sanità senza chiarire questi limiti o non conosce la materia oppure sceglie di confondere i cittadini. In entrambi i casi, non è rassicurante.

La serietà, invece, sta nel dire la verità: meno promesse irrealizzabili, più chiarezza sui ruoli. Perché la salute è una cosa troppo importante per essere usata come leva elettorale.