Marsala. La vittoria di Patti e la crisi dei partiti: il voto che cambia gli equilibri
Articoli Correlati:
La vittoria di Andreana Patti a Marsala è stata schiacciante, oltre ogni previsione. Il trend in città era quello di una vittoria al primo turno. Patti è stata eletta con il 50,5%. Si è piazzato al secondo posto l’uscente Massimo Grillo che, con 4 liste — di cui 2 senza raggiungere lo sbarramento al 5% — ha ottenuto il 33,25%. Grillo è andato ben oltre i voti della sua coalizione: ha catalizzato circa il 10% di voto disgiunto, non sottraendolo però al bacino della Patti, ma a quello di Giulia Adamo, arrivata terza con il 15,28%.
A sinistra brutta performance
Trionfalistici sono i post del deputato regionale Dario Safina, che ha scommesso fin da subito sulla candidatura di Andreana Patti, cercando di intestarsela e di costruire un bacino elettorale importante per le regionali del 2027. Al di là dei comunicati e delle note altisonanti, in cui Safina afferma: “Marsala rappresenta un esempio chiaro da portare su scala regionale…”, c’è un dato altrettanto chiaro e granitico: quel centrosinistra non è in grado di eleggere nessuno senza l’apporto di forze civiche che, guarda caso, arrivano dal centrodestra. Non solo liste civiche, ma anche candidati al Consiglio comunale che nulla hanno a che vedere con quella parte politica.
AVS non arriva al 5%, non ce la fanno nemmeno M5S-PSI. Il PD arriva all’8,78%, anche grazie all’apporto di chi, come Piero Cavasino, nel 2020 era schierato con Massimo Grillo, e con l’attuale segretaria Linda Licari che, sempre nel 2020, fece una lista civica in appoggio all’allora candidato sindaco Alberto Di Girolamo.
I toni trionfalistici, quindi, dovrebbero essere ridimensionati, anche alla luce della debacle avvenuta a Campobello di Mazara e delle difficoltà registrate pure a Messina e ad Agrigento.
E spunta anche, a cucire il velo della vittoria, la segretaria provinciale dem Valeria Battaglia, poco conosciuta perché raramente fa sentire la sua azione o il suo pensiero, salvo poi comparire a qualche evento di partito. Ma serviva al provinciale una guida proprio come Battaglia.
Giulia Adamo, “scomodata” e travolta
Sono andati a cercarla, perfino mentre era in vacanza. Il centrodestra non aveva un candidato da indicare, l’operazione Nicola Fici sindaco era fallita. Non è mai stata presa in considerazione l’idea di un rinnovato dialogo con Massimo Grillo, anche per questioni legate agli assessorati.
Costretti a cercare fuori dal perimetro dei partiti, hanno chiesto a Giulia Adamo di rientrare in partita, in una casa che non abitava più da 14 anni. Poi le rassicurazioni: non doveva fare nulla, i partiti avrebbero pensato a tutto.
Ha accettato una corsa persa in partenza. Lo sapevano i marsalesi che sul territorio ci vivono, lo sentivano, lo percepivano. Debacle totale. Adamo, che è stata donna di grande consenso, senza mai perdere una campagna elettorale, è stata travolta da ciò che non poteva più controllare. Poteva solo ritirarsi e far crollare i partiti di centrodestra. Dieci anni fa lo avrebbe fatto.
Eppure, nonostante la “timpulata”, qualcuno trionfa sostenendo che le liste hanno retto. Lo possono raccontare a chi non è addetto ai lavori, non a chi conosce i numeri elettorali.
I partiti di governo alla prova del voto
Forza Italia
La lista ottiene appena 2.299 voti di lista. La trascina Enzo Sturiano con 1.092 voti; staccato di molto Vito Milazzo con 474. La segretaria cittadina si assesta a 418 voti, Arianna Parrinello arriva a 343. La lista elegge solo Sturiano. I restanti candidati hanno fatto testimonianza.
Fratelli d’Italia
La lista si è presentata con due uscenti e una ex assessora comunale: Lele Pugliese, Giancarlo Bonomo, Giusy Piccione. Discreta affermazione per Marta Carveni ed Enrica Pilato. Il resto è pressoché inesistente, con candidati a un solo voto o addirittura a zero.
Noi Moderati
Nessun seggio. Ivan Gerardi e Walter Alagna non bastano, con i loro voti, a raggiungere il 5%.
Lega
Elegge Duilio Piccione. Si è fermata a 372 voti l’uscente Rosanna Genna. Pessima affermazione di Mario Ragusa, che conquista appena 38 voti.
Il dato più duro è legato alla distanza crescente tra i partiti e la città. Una distanza che non si colma con le visite dei big regionali o con gli slogan, ma con presenza quotidiana, ascolto, selezione della classe dirigente e capacità di interpretare i bisogni del territorio.
La sconfitta di Adamo rischia di diventare la fotografia di una crisi più ampia del centrodestra marsalese. Una crisi politica, prima ancora che elettorale. E senza una vera assunzione di responsabilità da parte dei partiti, difficilmente potrà aprirsi una nuova fase.
Come il traffico di Trapani mette alla prova le pastiglie dei freni
Semafori, rallentamenti, ripartenze e frequenti cambi di velocità fanno parte della guida quotidiana in città. A Trapani, inoltre, la viabilità è stata interessata negli ultimi mesi da diversi...
Dalla Sicilia a Roma: quando il viaggio in autobus può costare meno...
Tra voli, bagaglio, trasferimenti da e per gli aeroporti e prezzi che cambiano rapidamente, organizzare un viaggio dalla Sicilia verso Roma può trasformarsi in una piccola caccia alla tariffa giusta.C’è...
Sezioni
