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14/04/2026 12:40:00

Anche Salvini al padiglione della Sicilia al Vinitaly per parlare di ... Ponte sullo Stretto 

Nella passerella di politici al Vinitaly 2026 non poteva mancare Matteo Salvini. Il ministro leghista delle Infrastrutture e dei Trasporti si è presentato al Padiglione Sicilia, accanto all’assessore regionale Luca Sammartino, in un momento non semplice sul piano politico europeo per l’area sovranista, dopo la batosta del suo amico Orban.

 

«Oltre la metà della produzione vitivinicola siciliana finisce sui mercati internazionali», ha ricordato Salvini, sottolineando come il vino rappresenti un vero ambasciatore dell’Italia nel mondo. Stati Uniti, Germania, Giappone: mercati consolidati che garantiscono valore economico e visibilità. Ma per competere davvero, ha spiegato, serve rendere più semplice e veloce il trasporto delle merci.

 

E poi è passato all'autocelebrazione della sua azione di governo:  «Ci sono 28 miliardi di euro di lavori aperti in Sicilia tra strade, ferrovie e dighe», ha detto il ministro, citando gli interventi sulla Palermo-Catania-Messina e il riavvio di infrastrutture idriche ferme da decenni. Un elenco che guarda al futuro ma che, inevitabilmente, si misura con il presente di un’Isola ancora segnata da collegamenti difficili e tempi lunghi.

 

Nel racconto del governo regionale, però, il quadro è più ampio. Sammartino parla di “sistema integrato”: infrastrutture, paesaggio, beni culturali ed enogastronomia che insieme costruiscono l’offerta turistica. «Chi arriva in Sicilia non viene solo per investire, ma perché trova una terra accogliente», dice l’assessore, rivendicando una strategia che punta a trasformare l’enoturismo in una vera industria.

 

E proprio qui si gioca la partita. Perché se il vino siciliano corre sui mercati esteri, l’accoglienza sul territorio resta il nodo da sciogliere. Le tre leve indicate – collegamenti, accessibilità, infrastrutture – sono da anni al centro del dibattito, ma faticano a tradursi in risultati omogenei.

 

Nel finale, Salvini rilancia anche uno dei temi più divisivi: il ponte sullo Stretto. Non solo come opera strategica, ma come possibile attrazione turistica e simbolo ingegneristico. Un progetto che divide la politica e l’opinione pubblica, ma che torna puntualmente nel dibattito quando si parla di sviluppo del Sud.