Alaa Faraj e Alessandra Sciurba si sposano: la storia che commuove
Una condanna a 30 anni, una tragedia con 49 morti, la proclamata innocenza. E poi un libro, un premio internazionale e un matrimonio in arrivo. La storia di Alaa Faraj torna al centro dell’attenzione, tra giustizia, diritti e opinione pubblica. Dal carcere dell’Ucciardone di Palermo, Faraj annuncia le nozze con Alessandra Sciurba, mentre il suo libro vince uno dei riconoscimenti letterari più importanti in Italia. Una vicenda che intreccia cronaca giudiziaria, impegno civile e vita privata, e che continua a far discutere.
Condannato per la strage del 2015, si è sempre detto innocente
Faraj, oggi 31 anni, è detenuto da circa dieci anni con una condanna a 30 anni per concorso in omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo l’accusa, sarebbe stato uno degli scafisti di una traversata dell’agosto 2015, durante la quale 49 migranti morirono soffocati nella stiva.
Lui ha sempre respinto ogni responsabilità. «Meglio morire che vivere da innocente in carcere», ha scritto.
Nel dicembre 2025 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso una grazia parziale, riducendo la pena di oltre undici anni. Oggi restano circa nove anni da scontare, ma è in corso una procedura di revisione del processo.
Dal carcere al Premio Terzani
La svolta arriva attraverso la scrittura. Le lettere inviate dal carcere a Sciurba diventano il libro “Perché ero ragazzo”, pubblicato da Sellerio.
Il volume ha appena vinto la XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, promosso dal festival vicino/lontano di Udine. La giuria ha parlato di «una storia esemplare di dignità e coraggio».
Il libro racconta la fuga dalla Libia, il viaggio, il carcere e la battaglia per la verità. Una testimonianza che ha avuto un impatto anche nel dibattito pubblico sul tema delle migrazioni e dei processi agli scafisti.
L’incontro con Sciurba e il matrimonio
Proprio durante un laboratorio in carcere nasce il rapporto con Alessandra Sciurba, docente universitaria e attivista per i diritti umani, già presidente di Mediterranea Saving Humans.
Dalle lettere nasce prima un dialogo, poi un legame personale. Adesso la notizia: i due si sposeranno a giugno.
Le nozze si terranno nella chiesa di San Gaetano a Brancaccio, luogo simbolico legato alla figura di don Pino Puglisi. A celebrare saranno insieme l’Imam e l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice.
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