Mazara, Gian Paolo Caruso: "Siamo stati traditi", Salvatore Quinci: "E' venuto meno il rapporto di fiducia"
Gian Paolo Caruso, ex assessore e dirigente di Fratelli d’Italia a Mazara del Vallo, e il sindaco Salvatore Quinci sono intervenuti al Volatore di RMC 101 dopo l’azzeramento della giunta deciso dal primo cittadino, che ha segnato l’uscita del partito dalla maggioranza. Una frattura politica netta che ha portato FdI all’opposizione e che Caruso racconta senza mezzi termini, ricostruendo le tensioni interne e rivendicando il lavoro svolto.
“Un atto personalistico, non politico”
Caruso contesta alla radice la scelta del sindaco, definendola lontana dalle dinamiche politiche tradizionali e frutto di logiche individuali. «Questo è il frutto di una sorta di anomalia. Chi tenta di spacciarla per una formula politica prende un granchio. Questo è un comportamento di tipo personalistico che fa a cazzotti con la politica. Parliamo di un partito che ha contribuito in maniera determinante alla vittoria al primo turno e che ha portato risultati concreti per la città».
“Il sindaco assente ha avallato gli attacchi”
Uno dei nodi centrali riguarda, secondo Caruso, la mancata risposta del sindaco alle tensioni interne alla giunta.
«Abbiamo segnalato più volte comportamenti anomali di alcuni assessori, anche pubblicamente. Il sindaco si è dimostrato assente e la sua assenza si è trasformata in un assenso. Se io chiedo una verifica politica e questa non arriva, quella mancata risposta diventa un avallo. È questa la fotografia reale di ciò che è accaduto».
“Quinci mente sapendo di mentire”
Durissimo il passaggio sulle dichiarazioni del primo cittadino, accusato apertamente di non dire la verità.
«Il sindaco mente, mente sapendo di mentire. Dire che lo scontro nasce solo in consiglio comunale è una bugia. Le richieste le abbiamo fatte mesi prima. In aula siamo arrivati solo perché non avevamo avuto risposte. La chiarezza è la base della politica, tutto il resto è un gioco personalistico al quale noi non partecipiamo».
“Siamo stati traditi, ora costruiamo il centrodestra”
Caruso parla apertamente di tradimento politico e rilancia la prospettiva di una ricomposizione del centrodestra all’opposizione. «Abbiamo subito un tradimento. Più di duemila persone hanno dato fiducia a questo gruppo e noi l’abbiamo trasferita al sindaco. Qui non è stato colpito un singolo, ma un intero partito. Adesso lavoreremo per ricostruire un centrodestra forte, coinvolgendo tutte le forze di opposizione e la città, alla luce del sole».
“Nessuna critica al nostro operato: solo gelosie e ambizioni”
Infine, Caruso rivendica il lavoro svolto in giunta e mette in dubbio le reali motivazioni della sua esclusione.
«Non esiste una sola riga in cui si dica che abbiamo lavorato male. Abbiamo portato risultati concreti, dall’ambiente ai lavori pubblici. Allora viene il dubbio: motivi di invidia, gelosia, ambizioni future? Se così fosse sarebbe ancora più grave. Noi abbiamo lavorato per la città, non per medagliette».
Salvatore Quinci : “Fiducia finita a Mazara, ora investimenti veri e lo Stagnone resta alla Provincia”
Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo e presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, è intervenuto a Il Volatore di RMC101. Un confronto a tutto campo: dalla crisi politica mazarese alla gestione della Provincia, fino al futuro dello Stagnone di Marsala.
“Il rapporto di fiducia è venuto meno”
Sulla crisi che ha portato all’azzeramento della giunta, Quinci non usa giri di parole e individua nella rottura politica interna il punto decisivo. “La compagine che ha vinto le elezioni si è scompaginata, con fibrillazioni evidenti negli ultimi mesi. Ho provato a tenere tutti insieme, ma devo dire con franchezza che è venuto meno il rapporto di fiducia con la componente che fa capo ai Torrente. Abbiamo tentato anche una mediazione con i vertici regionali, ma ci siamo arenati sui nomi. A quel punto non è stato più possibile proseguire e l’azzeramento della giunta è stata una scelta obbligata.”
“Le polemiche non si fanno in pubblico”
Il sindaco rivendica uno stile istituzionale, evitando attacchi diretti agli ex assessori nonostante le tensioni. “Io non sputo nel piatto dove ho mangiato fino al giorno prima. Non troverai dichiarazioni contro gli assessori perché le valutazioni sul loro lavoro restano all’interno della giunta o nei dialoghi personali. Ho avuto confronti franchi e diretti, in cui ho detto tutto quello che pensavo, ma queste sono cose che non si portano fuori.”
“Nessuna candidatura: voglio finire il mandato”
Alle accuse di utilizzare il Comune come trampolino politico, Quinci risponde rivendicando continuità amministrativa. “Io non mi devo candidare, quindi comitato elettorale di chi? Ho assunto un impegno con la città e intendo portarlo a termine. Lo dico pubblicamente: oggi la mia priorità è fare il sindaco e rispettare il mandato ricevuto. Poi è chiaro che la politica è mutevole, ma in questo momento la mia direzione è questa.”
“Sono un moderato liberale, cerco uno spazio credibile”
Sul piano politico, Quinci ribadisce la sua collocazione e la delusione per il progetto centrista fallito. “Io sono un moderato liberale. Ho creduto in un progetto con Azione e Italia Viva che potesse costruire un’area centrale forte, ma quel progetto si è fermato. Quando sei in un contesto dove non puoi incidere, la mia mentalità è quella di cambiare. Non posso diventare un estremista: resto coerente con quello che sono.”
“Lo Stagnone resta alla Provincia, ma va valorizzato”
Sulla gestione dello Stagnone di Marsala, al centro del dibattito politico, Quinci difende il ruolo della Provincia ma apre al confronto con i territori. “Lo Stagnone è una delle tre riserve della provincia ed è un luogo straordinario: noi vogliamo continuare ad averne la gestione. Ma attenzione, non basta la manutenzione ordinaria, va valorizzato con progetti, risorse ed energie. Lo faremo insieme ai partner, a partire dal Comune. Sulle attività economiche bisogna sedersi e ragionare: la Provincia non può mettere veti a piacimento se tutto è in regola, ma deve essere protagonista di una visione complessiva.”
“Basta antipolitica: servono investimenti veri”
Infine, lo sguardo si allarga alla Provincia e alle emergenze strutturali, dalle scuole alle strade. “Abbiamo scuole senza riscaldamento, strade impraticabili e immobili pubblici da recuperare. Il commissariamento è stato l’effetto di una disattenzione politica. Dire ‘tagliamo la politica’ ha prodotto questi risultati. Ora dobbiamo rimettere al centro il buon governo dei territori e investire seriamente per migliorare la vita dei cittadini.”
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