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22/04/2026 06:00:00

Scandalo referti all'Asp di Trapani. La relazione choc: "Non potevano non sapere..."

Lo scandalo dei referti istologici a Trapani non è stato un ritardo occasionale, né un errore isolato. Quello che emerge dalla relazione peritale è il racconto di un sistema che, progressivamente, ha smesso di funzionare nei suoi snodi essenziali, accumulando ritardi fino a trasformarli in una criticità strutturale. Fino a trasformarli in drammi. Quelli vissuti dai pazienti oncologici che hanno aspettato mesi per un referto. Che quando è arrivato, era troppo tardi.

 

 

Oggi, come abbiamo iniziato a raccontare su Tp24, c'è un'indagine della Procura di Trapani, che prova a far luce su cosa è accaduto, sulla catena degli errori e delle responsabilit. E in questa inchiesta c'è un pool di periti incaricati dal Gip che ha raccolto dati, testimonianze, ed è andato a ritroso ricostruendo cosa non ha funzionato in questi anni.

La perizia indica, tra le altre cose, un passaggio fondamentale: l’ex manager Ferdinando Croce (non indagato) “non poteva non sapere”.

 

Si evidenzia inoltre come quella che inizialmente era un’anomalia si sia trasformata, nel tempo, in sistema. Le criticità erano note, le segnalazioni c’erano, ma il sistema non ha retto. La relazione mette nero su bianco una verità scomoda: i ritardi nella refertazione non sono stati un imprevisto, ma il risultato di un meccanismo che non ha saputo correggersi.

La ricostruzione contenuta nella perizia segue passo dopo passo quanto accaduto all’interno dei reparti coinvolti, mettendo in evidenza non solo i numeri, ma anche le decisioni – o le mancate decisioni – che hanno contribuito ad aggravare la situazione. Ne emerge un quadro complesso, in cui le criticità organizzative si intrecciano con la gestione delle risorse e con la crescente pressione sul sistema diagnostico.

 

 

Cosa dovevano accertare i periti

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Trapani, attraverso la relazione peritale sui ritardi nella refertazione istologica, ha inteso accertare non soltanto gli aspetti organizzativi delle due articolazioni di Anatomia Patologica di Trapani e Castelvetrano, ma anche le funzioni concretamente svolte sulla base degli ordini di servizio.

In particolare, l’obiettivo era comprendere se tempi e modalità delle diverse fasi operative fossero in qualche misura governabili dai responsabili delle unità oppure se dipendessero da scelte organizzative esterne, non sindacabili dagli stessi.

Al collegio peritale – composto da Lorenzo Livi, Vincenzo Nardini e Paolo Procaccianti – è stato inoltre affidato il compito di individuare ogni ulteriore elemento rilevante, tenendo conto della pianta organica, dell’organico effettivamente in servizio e degli obblighi di segnalazione in capo alle figure apicali delle strutture coinvolte.

La relazione esamina in modo approfondito le criticità organizzative dell’unità di Anatomia Patologica. Attraverso verbali di audit e delibere amministrative, viene descritta l’adozione di soluzioni d’urgenza, tra cui l’accorpamento di reparti e la stipula di convenzioni esterne con altre strutture sanitarie siciliane.

 

Messina, le richieste e il trasferimento dei campioni

Il dottor Domenico Messina, in qualità di direttore dell’UOC di Anatomia Patologica, ha evidenziato le carenze e le criticità organizzative in diverse relazioni e comunicazioni ufficiali indirizzate ai vertici dell’Asp di Trapani.

In particolare, Messina ha segnalato:

  • Carenza di personale e rischi sistemici: ha evidenziato ripetutamente, e per iscritto, la grave carenza di organico (medici anatomo-patologi), sottolineando come la dotazione effettiva fosse spesso ridotta a meno della metà di quella prevista (ad esempio, 4 medici in servizio a fronte di 9 in pianta organica).
  • Ha avvertito i vertici aziendali dei “gravi rischi connessi alla mancanza di personale medico” già a partire da maggio 2023, con note reiterate fino a luglio 2024.
  • Ritardi diagnostici: ha denunciato ritardi di circa 90-100 giorni nella refertazione degli esami istologici, con un arretrato che ha raggiunto i 3.000 casi nel luglio 2024.

L’ex primario si era inoltre opposto, nel 2023, al trasferimento dei campioni dall’ospedale di Mazara del Vallo verso Trapani, anziché verso Castelvetrano, ritenendo che non vi sarebbe stato alcun beneficio.

Messina evidenziava come l’unità operativa di Trapani fosse già prossima al limite della propria capacità funzionale, e quindi non in grado di assorbire un ulteriore incremento del carico di lavoro senza conseguenze sui tempi di refertazione.

A rendere il quadro ancora più critico, la previsione – a partire dal 1° novembre 2023 – del trasferimento di un altro dirigente medico verso l’Asp di Palermo, con un’ulteriore riduzione delle risorse disponibili.

 

Un interrogativo inevitabile

In un contesto già segnato da forte pressione operativa e da un numero elevato di campioni da analizzare, resta un interrogativo inevitabile: come è stato possibile disporre il trasferimento di personale sanitario verso un’altra azienda?

 

Le soluzioni proposte da Messina

Il dottor Messina aveva avanzato diverse soluzioni, sia strutturali che gestionali, per fronteggiare la crisi e ridurre i ritardi diagnostici:

  •  
  • Reclutamento di personale: sollecitata la riapertura dei termini e l’espletamento del concorso per dirigenti medici a tempo indeterminato, ritenuta l’unica soluzione strutturale per colmare la carenza di organico; proposta anche l’attivazione di graduatorie a tempo determinato.
  •  
  • Convenzioni esterne: proposta la stipula di accordi con altri servizi di Anatomia Patologica della Regione per smaltire l’arretrato di circa 3.000 casi.
  •  
  • Prestazioni aggiuntive: richiesta, già dal maggio 2023, l’attivazione di prestazioni volontarie per aumentare la capacità diagnostica.
  •  
  • Gestione clinica dei casi: priorità ai sospetti oncologici e alle neoplasie.
  •  
  • Potenziamento tecnologico: richiesta l’acquisizione di attrezzature per migliorare l’attività laboratoristica e centralizzare le attività a Trapani.
  •  
  • Impegno diretto: per sopperire alla carenza di personale, Messina si recava personalmente a Castelvetrano con cadenza settimanale per supportare le attività e refertare i casi urgenti.

Il falso stupore di luglio 2024

La documentazione contenuta nella perizia smentisce l’affermazione secondo cui la Direzione aziendale dell’Asp di Trapani non fosse a conoscenza delle criticità prima di luglio 2024.

Al contrario, emerge una fitta e sistematica attività di segnalazione da parte del dottor Messina e di altri dirigenti, iniziata già nel 2023.

 

La cronologia

Anno 2023

  • 22 maggio: segnalazione urgente sulla carenza di personale e richiesta di attivazione di graduatorie o prestazioni aggiuntive.
  • 13 giugno: confronto diretto con la Direzione sanitaria sui ritardi.
  • 29 settembre: nuova nota con richiesta di riapertura del concorso.
  • 19 ottobre: audit ufficiale sui ritardi negli esiti istologici.

 

Anno 2024

  • 9 gennaio: incontro di monitoraggio, con conferma della gravità della situazione.
  • 14 febbraio: riunione del Collegio di Direzione con il commissario Croce, in cui emerge la carenza di personale.
  • 16 aprile: nota formale di Messina che segnala ritardi e rischi.
  • 11 giugno: ulteriore comunicazione al commissario con richieste di intervento.

I periti: “Dubbi sulla genuinità”

Sebbene il commissario Croce abbia dichiarato di aver appreso dell’arretrato di 3.000 casi solo con una nota del 9 luglio 2024, la perizia sottolinea come tale affermazione sollevi “non pochi dubbi sulla relativa genuinità”.

Il collegio peritale evidenzia che la Direzione strategica non poteva non essere a conoscenza della situazione, in quanto:

  • le criticità erano state oggetto di un audit già nell’ottobre 2023;
  • il commissario era presente a riunioni in cui il problema era stato affrontato;
  • esistevano numerose note ufficiali che descrivevano il collasso del reparto.

 

 

In conclusione, la Direzione risultava pienamente informata del degrado organizzativo e del crescente arretrato diagnostico almeno dal giugno 2023, cioè oltre un anno prima della “scoperta” ufficiale del luglio 2024.



Native | 21/04/2026
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