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04/06/2026 07:49:00

Scandalo referti all’Asp di Trapani, chiusi gli incidenti probatori. L’inchiesta potrebbe allargarsi

 L’inchiesta sui referti istologici in ritardo all’Asp di Trapani entra in una nuova fase. Si sono conclusi gli incidenti probatori, ma il caso non si ferma. Anzi, il perimetro potrebbe allargarsi.

 

Il fascicolo torna adesso ai pubblici ministeri Sara Morri e Antonella Trainito, che dovranno valutare come procedere dopo gli accertamenti tecnici svolti davanti al gip Massimo Corleo.

 

L’indagine nasce dallo scandalo degli oltre 3.300 esami istologici rimasti arretrati nei laboratori dell’Asp. Una vicenda che aveva portato, nel luglio scorso, alla notifica di 19 avvisi di garanzia nei confronti di medici, infermieri e tecnici.

A far esplodere il caso fu la denuncia di Maria Cristina Gallo, insegnante di Mazara del Vallo. La donna aveva ricevuto la diagnosi di tumore con otto mesi di ritardo ed è morta l’11 ottobre scorso. La sua vicenda, sostenuta anche dall’intervento del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, aveva acceso i riflettori nazionali sul sistema dei referti arretrati.

Gli eredi di Cristina Gallo sono assistiti dall’avvocato Nicolò Grossi.

 

Il punto nuovo riguarda il contenuto della perizia. Dalle oltre 580 pagine depositate emergerebbero profili che non si limitano al lavoro dei singoli operatori sanitari. I consulenti avrebbero evidenziato possibili criticità di natura organizzativa, amministrativa e gestionale.

 

Tradotto: l’inchiesta potrebbe non fermarsi a chi materialmente lavorava sui campioni o sui referti, ma risalire la catena delle responsabilità.

I rilievi, infatti, riguarderebbero non soltanto la fase di gestione dell’ex manager dell’Asp Ferdinando Croce, ma anche periodi precedenti. Secondo quanto emerge, alcune criticità sarebbero state conosciute già nel 2023.

 

Adesso la Procura dovrà decidere se iscrivere nuovi nomi nel registro degli indagati, rivedere alcune delle posizioni già aperte o procedere verso la richiesta di processo.

La chiusura dell’incidente probatorio, quindi, non è un punto finale. È piuttosto il passaggio che consegna agli inquirenti un quadro tecnico più ampio, sul quale costruire le prossime decisioni.

 

Al centro resta una domanda pesante: il ritardo dei referti fu solo il risultato di inefficienze operative o il segnale di un problema più profondo nella gestione dell’Asp?

La risposta, adesso, passa dalle valutazioni della Procura.