Trapani, il BRT prende forma: primo tratto quasi pronto
Trapani cambia passo, almeno sulla carta. Il primo tratto della corsia preferenziale per il BRT – il sistema di autobus a transito rapido – è ormai vicino al completamento. Si tratta del collegamento tra il Palazzetto dello Sport e la zona della Madonnina, uno degli assi su cui punta la rivoluzione della mobilità urbana.
I lavori, spiegano dal Comune, entreranno presto in una nuova fase. E mentre il cantiere avanza, cresce anche il dibattito politico.
Il cantiere: si chiude il primo tratto
A fare il punto è l’ingegnere Orazio Amenta, che segue l’intervento: “Il primo tratto della nuova corsia preferenziale è quasi pronto. La prossima settimana si provvederà a smontare questo pezzo di cantiere e a cominciare i lavori nel secondo tratto”.
Il progetto complessivo prevede una linea di circa 4,5 chilometri. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni, dovrebbe rendere più rapido e lineare il trasporto pubblico in città.
Tranchida: “Mobilità sostenibile, non slogan”
Il sindaco Giacomo Tranchida rivendica la portata dell’opera: “Con il BRT riduciamo i tempi di percorrenza, decongestioniamo il traffico e tagliamo le emissioni. È mobilità sostenibile vera, non slogan”.
Per l’amministrazione si tratta di un cambio di paradigma: meno auto private e più trasporto pubblico efficiente, “come nelle grandi città europee”. Tranchida chiede anche pazienza ai cittadini per i disagi legati ai cantieri, assicurando che l’obiettivo è consegnare alla città un’infrastruttura destinata a cambiare il modo di muoversi.
L’opposizione: “Costi e disagi, mancano i conti”
Di tutt’altro tenore le critiche dell’opposizione. Il consigliere Maurizio Miceli, intervenuto in Consiglio comunale, mette in fila una serie di perplessità.
Secondo Miceli ci sarebbero previsioni errate, soprattutto sul fronte dei parcheggi, e mancherebbe uno studio serio sui costi e benefici dell’opera. Nel mirino anche la gestione delle deroghe durante i lavori, ritenuta “approssimativa” e con disparità tra lavoratori.
Il punto più delicato riguarda però la sostenibilità economica: “Non si riuscirà ad ammortizzare costi così elevati mantenendo il servizio gratuito. Gli introiti per ATM saranno insufficienti, con effetti negativi anche sulle casse comunali”.
Intanto, sottolinea l’opposizione, commercianti ed esercenti iniziano a fare i conti con i disagi dei cantieri e con una accessibilità ridotta.
Un’opera che divide
Il BRT, insomma, è già qualcosa di più di un’infrastruttura: è diventato un terreno di scontro politico e una scommessa per il futuro della città.
Da una parte l’amministrazione che parla di svolta europea e mobilità sostenibile. Dall’altra chi teme costi elevati, benefici incerti e conseguenze economiche.
Nel mezzo, i trapanesi. Chiamati, per ora, a convivere con i cantieri. E a capire se davvero questa corsia preferenziale porterà Trapani più avanti o semplicemente altrove.
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