È partito tutto da un commento. Un commento – screenshottato, ricondiviso poi di pagina in pagina su Facebook – che ha dato il via a un’ondata di ‘solidarietà’ quasi senza precedenti nei confronti del Sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini. Un commento di cui, in realtà, si sono facilmente perse le tracce, tanto che oggi non è semplice risalire al post sotto il quale è stato scritto né si riesce a capire se si è trattato di un unico commento o il singolo di una serie.
Chi in questi giorni ha frequentato la piazza preferita dai castelvetranesi – Facebook – si è ritrovato quindi sommerso da articoli, comunicati, parole solidali nei confronti del sindaco senza in effetti avere chiaro il perché. Tutti però, dalla maggioranza all’opposizione (inclusi i partiti fuori dal Consiglio comunale, come il Movimento 5 Stelle) hanno voluto condannare – e condannare fermamente – «gli attacchi verbali e le offese personali» che il Sindaco Lentini ha subìto di recente.
Ma cosa diceva il commento in questione? Lo riportiamo qui sotto, in esteso:
«Al Signor Sindaco Cogl.....ne di Castelvetrano: Chiudere tutte le strade di Triscina le sembra normale? Noi residenti ogni giorno dobbiamo affrontare enormi disagi, lei è un emerito imbecille disinteressato completamente dei problemi di chi vive a Triscina interessato solo ai soldi. Si faccia un giro da queste parti, per vedere lo scempio, lo schifo di lavori che lei ha autorizzato. Noi residenti intrappolati nel caos, nel disagio più totale. Si faccia un giro Essere inutile, se lo faccia.»
Sono senza dubbio parole molto dure. E, come ha scritto il PD di Castelvetrano nel suo comunicato stampa, sono anche il segno di un «preoccupante imbarbarimento della partecipazione alla vita pubblica». Eppure sono anche indicative di una enorme rabbia che sta montando di ultimamente rispetto alle condizioni di Triscina.
Triscina, infatti, è attualmente ancora interessata dai lavori per la fognatura, che stanno però creando non pochi disagi ai residenti, dato la Strada Provinciale 81 (il percorso principale per raggiungere la borgata) risulta ancora chiusa mentre la via del Mediterraneo (detta anche via Uno) è intervallata da una serie di cantieri. Spostarsi da un punto all’altro è diventato complicato. Anche perché Triscina ha una sua conformazione particolare: più che su un reticolato di strade, la viabilità del borgo è organizzata su immaginarie lische di pesce, tutte collegate a un’unica strada principale – la via del Mediterraneo, appunto. Chiuderla impone ai residenti locali di imboccare strade spesso senza asfalto, scoscese, di cui alcune pure private.
Insomma, il disagio è reale. E di questo pare che ne siano consapevoli tutti – da una parte e dall’altra – tanto è vero che, ad oggi, il discorso pubblico si orienta su due poli opposti: c’è chi, da un lato, si scaglia contro l’Amministrazione, colpevole di una cattiva gestione della viabilità, e chi, dall’altro, punta il dito verso le Amministrazioni precedenti. Lo stesso sindaco, intervistato da Castelvetranonews durante una lunga diretta, spiega del resto di essere stato sin da sempre contrario alla rete fognaria di Triscina – e anche per questo motivo. E dice pure di più: «Ci sono politici del passato che speculano su questa cosa, quando sono loro i veri responsabili».
Ora, è chiaro che la questione della fognatura a Triscina è una vera patata bollente, che nessuno vuole tra le mani. Eppure, risulta difficile credere che l’Amministrazione attuale non abbia responsabilità alcuna sulla gestione della viabilità nella borgata. E se così fosse, se davvero fosse tutto in capo alla vecchia Amministrazione (o anche al Commissario Nazionale per la Depurazione, come spiega Lentini), allora – ancora una volta – sorgerebbe un dubbio sulla reale funzione di un primo cittadino, della sua giunta e del consiglio comunale.
Dubbio che comunque, oggi, viene totalmente eclissato dagli «attacchi verbali» e dalle «offese personali» che, sì, non sono di certo modi democratici di esprimere il dissenso, ma che arrivano col giusto tempismo e causano la tempesta perfetta. Perché spostano l’attenzione, e creano – seppure questo, dobbiamo dirlo, in maniera molto subdola – una sorta di frattura tra chi decide lì al Palazzo Pignatelli e chi subisce le decisioni, e non ci sta, e non viene ascoltato. Sempre durante quella diretta, in risposta a una domanda su come aiutare i residenti di Triscina in questo momento di difficoltà, il sindaco replica: «Gli abitanti di Triscina devono intanto pensare a loro stessi». Questo perché, dice, sono loro – un generico loro – ad aver creato questa situazione (come? non lo sappiamo). Ecco, di nuovo, la frattura: esistiamo noi, esistono loro. E questo scontro non può che articolarsi attraverso un linguaggio di conflitto.
Il sospetto che tutto questo rumore attorno all’ingiuria nel commento, e alla sua «violenza verbale», sia in realtà strumentale a una precisa narrazione politica sorge anche se ritorniamo a un episodio di pochi mesi fa, e che ha riguardato chi scrive questo articolo e una consigliera di maggioranza. In quell’occasione, dopo un articolo pubblicato su Tp24.it e risultato sgradito alla maggioranza, una consigliera di Fratelli d’Italia scriveva pubblicamente questo:
«Lei per me giornalisticamente non esiste»
Un commento che, certo, non contiene turpiloquio ma rappresenta comunque un attacco verbale, che di «democratico, costruttivo e rispettoso» non ha nulla. Eppure non ha meritato la solidarietà di nessuno, probabilmente perché la solidarietà – in quel caso – sarebbe risultata scomoda, nonché difficilmente strumentalizzabile.
Daria Costanzo