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03/05/2026 13:00:00

Ospedale di Castelvetrano: interrogazione della Ciminnisi su costi e cucina chiuda da anni

Una cucina ospedaliera inutilizzata da anni e un sistema di approvvigionamento dei pasti che costa circa 22 mila euro al mese per il solo trasporto. È il quadro denunciato dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione al Governo regionale per chiedere chiarimenti sulla gestione del servizio mensa dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano.

 

Una cucina chiusa diventata “permanente”

Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, la cucina interna del presidio ospedaliero era stata chiusa come misura temporanea. Tuttavia, quella che doveva essere una soluzione provvisoria si sarebbe trasformata nel tempo in una condizione strutturale, senza che si sia proceduto alla riattivazione dell’impianto.

Nel frattempo, la preparazione dei pasti per i degenti è stata centralizzata in altri presidi, con particolare riferimento al centro cottura di Marsala, e i pasti vengono poi trasportati quotidianamente verso gli ospedali della provincia.

Il nodo dei costi: 22 mila euro al mese solo per i trasporti

Il punto centrale sollevato dall’interrogazione riguarda l’impatto economico del modello attuale. Il trasporto dei pasti, secondo la denuncia, comporterebbe una spesa di circa 22 mila euro mensili, una cifra che si somma ai costi complessivi del servizio ristorazione.

Per Ciminnisi si tratterebbe di una gestione che trasforma un’emergenza in prassi ordinaria, con un aggravio costante per le casse pubbliche senza un corrispondente miglioramento del servizio.

“Qualità del servizio a rischio”

Oltre all’aspetto economico, la deputata del M5S punta il dito anche sulla distanza tra i centri di produzione e gli ospedali serviti. Il trasporto su lunghe tratte, sostiene, potrebbe avere ripercussioni sulla qualità dei pasti somministrati ai pazienti e, più in generale, sull’organizzazione dell’assistenza ospedaliera.

“La degenza non può essere trattata come un elemento secondario” è la posizione espressa nell’interrogazione, che chiede di verificare se l’attuale assetto garantisca standard adeguati sotto il profilo sanitario e logistico.

La richiesta di chiarezza su costi e atti amministrativi

L’atto parlamentare non si limita al tema della cucina di Castelvetrano. Viene chiesto infatti un quadro completo delle spese sostenute negli anni per il servizio mensa nella provincia di Trapani, oltre alla verifica di eventuali responsabilità amministrative nella gestione del sistema.

Nel documento viene inoltre citato un presunto accordo conciliativo che avrebbe comportato una spesa di circa 66 mila euro per un centro cottura mai entrato effettivamente nella disponibilità dell’Asp.

“Tagli alla sanità mentre si mantengono gli sprechi”

Nel passaggio politico più duro, Ciminnisi collega la vicenda alla più ampia situazione della sanità siciliana, denunciando una contraddizione tra tagli alla spesa sanitaria e presunti sprechi amministrativi.

“Si chiedono sacrifici a medici e cittadini, mentre non si interviene sulle inefficienze evidenti” è la sintesi della posizione espressa, con un riferimento anche alle restrizioni sulla spesa farmaceutica previste fino al 2027 per alcune categorie di farmaci destinati a patologie croniche.

Una vicenda che riapre il tema della gestione ospedaliera

Il caso della cucina dell’ospedale di Castelvetrano si inserisce così in un dibattito più ampio sulla gestione dei servizi sanitari provinciali, tra accentramento delle funzioni, costi logistici e manutenzione delle strutture esistenti.

L’interrogazione ora attende la risposta del Governo regionale, chiamato a chiarire non solo le scelte operative adottate negli ultimi anni, ma anche le prospettive future per la riattivazione dei servizi interni al presidio ospedaliero.

 



Native | 25/04/2026
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