Dopo il rimpasto della giunta Schifani, gli equilibri rimangono fragili e la crisi non è chiusa
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Il recente rimpasto della giunta regionale guidata da Renato Schifani non sembra aver prodotto gli effetti politici auspicati. L’operazione, presentata come un tentativo di rilancio e di riequilibrio interno alla maggioranza, non ha sciolto i principali nodi che attraversano la coalizione e, anzi, ha lasciato irrisolte tensioni che continuano a condizionare l’azione di governo.
L’assessorato alla Salute, affidato a Marcello Caruso con il via libera di una corrente del partito azzurro, ha generato ulteriori malumori, soprattutto nell’ala forzista catanese. È un segnale che Schifani ha lanciato al suo partito e agli alleati: la sanità è blindata, sotto sorveglianza speciale. Nessuno spazio per nuovi appetiti, in particolare da parte di Fratelli d’Italia, che adesso guarda alla Pianificazione strategica.
Nessun vero equilibrio
Sul piano politico, il quadro appare tutt’altro che stabilizzato. Le modifiche alla squadra assessoriale non hanno inciso in modo significativo sugli equilibri tra i partiti che sostengono il governo regionale, né hanno rafforzato la percezione di una guida unitaria e autorevole della coalizione.
Al contrario, permane l’impressione di un assetto frammentato, nel quale le scelte strategiche risultano spesso il frutto di mediazioni più che di una chiara linea politica.
Il tema centrale resta proprio questo: la difficoltà del presidente Schifani nel vestire pienamente i panni del “condottiero” della maggioranza. Più che guidare il perimetro della coalizione, la sensazione è che il governo regionale subisca, in più passaggi, le pressioni e i condizionamenti dei partiti alleati, con Fratelli d’Italia e Lega in posizione di forza, mentre Forza Italia, pur essendo il partito del presidente, non riesce sempre a imprimere una direzione univoca.
Il 2026 sarà un anno decisivo in vista delle elezioni del 2027, ma anche un periodo potenzialmente segnato da instabilità nella tenuta della maggioranza. Le tensioni irrisolte, infatti, rischiano di riemergere ciclicamente su provvedimenti chiave e scelte strategiche per la Regione.
Il risultato è una fase politica delicata, in cui la giunta Schifani appare più impegnata nella gestione degli equilibri interni che nella costruzione di una visione di medio periodo.
Una crisi tutt’altro che chiusa
Non sono i tre nuovi assessori ad aver chiuso la crisi politica, che si trascina ormai da mesi. Marcello Caruso (FI) alla Sanità, Nuccia Albano (DC) alla Famiglia ed Elisa Ingala (MPA) alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali non ricuciono alcuno strappo; semmai evidenziano una difficoltà del governatore, che ha scelto di accantonare le questioni giudiziarie e politiche degli alleati, spesso intrecciate anche a profili di opportunità morale.
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