Stop a materassi ignifughi obbligatori, televisori da 32 pollici in ogni stanza e personale che parli inglese per metà dell’organico. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (TAR) ha cancellato una parte significativa del decreto regionale sul turismo che fissava nuovi requisiti minimi per le strutture extralberghiere.
Con la sentenza del 4 maggio 2026, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla Federazione Fare, annullando dodici disposizioni del decreto assessoriale n. 2104/2025, emanato dall’assessorato guidato da Elvira Amata.
Le norme cancellate
Nel mirino del TAR sono finite quelle regole ritenute “irragionevoli” perché imponevano standard troppo elevati come requisiti minimi per tutte le strutture, senza distinguere tra livelli di offerta.
Tra le disposizioni annullate:
- obbligo di materassi ignifughi;
- televisori da almeno 32 pollici in ogni unità abitativa;
- antenna satellitare nelle aree comuni dei B&B;
- almeno il 50% del personale in grado di parlare inglese;
- limite massimo di quattro posti letto per camera;
- un bagno ogni quattro posti letto senza servizi privati;
- presenza obbligatoria di defibrillatori;
- requisiti stringenti su servizi igienici e spazi comuni;
- obblighi burocratici legati ai condomini;
- potere della Regione di intervenire sul nome delle strutture.
Cancellato anche l’obbligo generalizzato di adeguamento alle norme sulle barriere architettoniche per tutte le strutture, comprese quelle già esistenti.
Le motivazioni
Secondo i giudici, queste prescrizioni non possono essere considerate requisiti minimi per operare, ma semmai criteri per classificare le strutture in base alla qualità. Imporle indistintamente avrebbe comportato costi elevati per i gestori, con possibili ricadute sui prezzi e sull’offerta turistica.
La stessa legge regionale sul turismo, ricordano i magistrati, punta a garantire un’offerta “differenziata”, obiettivo incompatibile con l’imposizione di standard uniformi e onerosi.
Le reazioni del settore
Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni di categoria. ASE Sicilia, tra le principali realtà del comparto affitti brevi, ha parlato di un risultato importante per tutto l’extralberghiero, sottolineando come le norme annullate avrebbero penalizzato soprattutto le piccole strutture.
Cosa cambia adesso
La sentenza segna un passo indietro nella stretta regolatoria tentata dalla Regione sul fronte dell’overtourism. Per i gestori di B&B, case vacanze e affittacamere significa meno vincoli e maggiore flessibilità nella gestione dell’offerta.
Restano comunque in vigore tutte le norme nazionali su sicurezza, igiene, fiscalità e registrazione degli ospiti. Non si tratta quindi di una deregulation totale, ma di un ridimensionamento delle regole regionali considerate eccessive.
Un equilibrio ancora da trovare
La decisione del TAR riapre il confronto tra istituzioni e operatori del turismo. Da un lato l’esigenza di regolamentare un settore in forte espansione, dall’altro la necessità di non appesantire l’attività con obblighi che rischiano di frenare l’iniziativa privata.
Il tema resta centrale, soprattutto in una regione come la Sicilia dove il turismo extralberghiero rappresenta una quota crescente dell’accoglienza.