Entra nella fase operativa DestInMed, il progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal Programma Interreg NEXT Italia-Tunisia che mette in rete Sicilia occidentale e Tunisia con l’obiettivo di rafforzare e diversificare l’offerta turistica nelle due aree mediterranee. Il primo appuntamento ufficiale tra i partner è in programma il 13 maggio a Mahdia, dove si terrà un confronto operativo per avviare concretamente le attività previste dal progetto.
Capofila dell’iniziativa è il Distretto Turistico Sicilia Occidentale, che coordina un partenariato composto da realtà italiane e tunisine. Cuore del progetto è la collaborazione tra le due DMO, West of Sicily e Mahdia, chiamate a costruire un modello condiviso di sviluppo turistico sostenibile.
DestInMed avrà una durata di trenta mesi e punta a creare un vero e proprio ponte tra le due sponde del Mediterraneo, attraverso lo scambio di competenze, strumenti di marketing e modelli gestionali. Tra gli obiettivi principali, la valorizzazione delle risorse naturalistiche, culturali ed enogastronomiche meno sfruttate e la creazione di nuovi itinerari turistici integrati.
Particolare attenzione sarà rivolta alla destagionalizzazione dei flussi turistici, con un focus sul turismo outdoor e culturale, oltre allo sviluppo di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali nei territori coinvolti.
Il progetto dispone di un finanziamento complessivo di 936.786 euro. Al partenariato partecipano il Dipartimento di Giurisprudenza “Salvatore Pugliatti” dell’Università di Messina, KeposGroup srl, il Ministero del Turismo del Governatorato di Mahdia, AVSI Tunisie, Businessmed Tunisia e la DMO di Mahdia.
«Superata la prima fase, il progetto entra nel vivo – ha dichiarato la presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, Rosalia D’Alì –. Lavoreremo insieme ai partner tunisini per sviluppare prodotti turistici innovativi e nuove competenze, con l’obiettivo di costruire un’offerta capace di superare la stagionalità e valorizzare territori che condividono identità e prospettive nel Mediterraneo».