A quasi un anno dal devastante incendio che aveva ferito uno dei luoghi simbolo della Sicilia, la Riserva naturale dello Zingaro torna finalmente a riaprirsi completamente ai visitatori. Da domani, sabato 9 maggio, sarà nuovamente accessibile anche l’ingresso Nord, lato San Vito Lo Capo, rimasto chiuso dopo il rogo che aveva distrutto circa 1600 ettari di vegetazione.
Con la riapertura torneranno pienamente fruibili sia il celebre sentiero costiero sia il sentiero di mezza costa, proprio alla vigilia della stagione estiva e pochi giorni dopo il 45esimo anniversario della nascita della Riserva.
Un ritorno molto atteso per escursionisti, turisti e operatori del territorio. Ma anche un segnale simbolico: lo Zingaro prova a rialzarsi dopo una delle ferite più gravi della sua storia recente.
La riapertura dopo il grande incendio
Il rogo, che la scorsa estate aveva devastato vaste porzioni della riserva, aveva imposto la chiusura di alcune aree per motivi di sicurezza. In questi mesi sono stati eseguiti lavori di consolidamento e messa in sicurezza lungo i tratti più fragili del percorso.
Gli interventi, affidati alla ditta specializzata D’Agaro con il supporto di tecnici geotecnici ed esperti della sicurezza, sono costati complessivamente un milione e 100 mila euro: 945 mila euro finanziati dal Ministero dell’Interno e oltre 154 mila euro dal Comune di San Vito Lo Capo.
“Questa riapertura rappresenta per tutta la nostra comunità un momento di grande soddisfazione e di profonda emozione”, dichiara il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala.
“La Riserva dello Zingaro non è soltanto una meta turistica straordinaria: è un bene collettivo nato dalla volontà popolare e dalla storica Marcia dello Zingaro. Oggi, nel celebrare la sua rinascita, rinnoviamo un impegno concreto: difendere e tramandare questo patrimonio alle future generazioni”.
Lo Zingaro e la sua lunga lezione ambientalista
La Riserva naturale orientata dello Zingaro fu istituita nel 1981 dopo la storica “Marcia dello Zingaro” del 18 maggio 1980, la mobilitazione popolare che fermò il progetto di una strada costiera destinata a tagliare in due la costa tra San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo.
Fu la prima area naturale protetta della Sicilia. E ancora oggi resta uno dei simboli dell’ambientalismo italiano.
Dieci chilometri di costa selvaggia, cale incontaminate, sentieri panoramici e una biodiversità unica nel Mediterraneo. Un luogo che continua ad attirare visitatori da tutto il mondo.
“La riserva dello Zingaro è un asset strategico per San Vito Lo Capo”, sottolinea l’assessore al turismo Angelo Bulgarello. “La sua riapertura prima dell’estate è fondamentale per il territorio”.
I lavori: “Interventi non invasivi”
L’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Catalano spiega che gli interventi sono stati eseguiti “con estrema prudenza”, utilizzando tecniche di consolidamento “non invasive” per preservare il paesaggio.
“Proteggere la roccia significa proteggere la bellezza e chi la vive”, afferma Catalano. “Lo Zingaro oggi è più sicuro e pronto ad accogliere i visitatori”.
Una ferita ancora visibile
La riapertura, però, non cancella le ferite lasciate dall’incendio. In molte aree della riserva i segni del fuoco restano evidenti: vegetazione annerita, pendii fragili e un ecosistema che avrà bisogno di anni per rigenerarsi completamente.
Ed è proprio qui che lo Zingaro continua a lanciare il suo messaggio più attuale: i paradisi naturali non sono eterni. Vanno protetti continuamente. Anche quando sembrano invincibili.
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