Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per conoscere la decisione della Corte di Giustizia Tributaria sulle cartelle esattoriali contestate alle società sportive di Valerio Antonini. Una sentenza attesa come decisiva dal patron di SportInvest, che da mesi indica questa vicenda come il possibile punto di svolta della lunga crisi che ha travolto Trapani Calcio e Trapani Shark.
In un video pubblicato oggi, Antonini si è detto “molto fiducioso” sull’esito della vicenda, ringraziando pubblicamente il suo legale, l’avvocato Vincenzo Scontrino, che lo assiste nel contenzioso tributario.
Secondo Antonini, proprio Scontrino avrebbe individuato “un caso analogo” relativo a “un soggetto di Marsala” che sarebbe stato truffato attraverso l’acquisto di crediti fiscali poi rivelatisi problematici. Un elemento che, secondo il presidente granata, rafforzerebbe la tesi difensiva sostenuta da mesi: quella di essere stato vittima di una truffa e non autore di irregolarità volontarie.
“Confidiamo che la verità verrà fuori e riavremo il Trapani Calcio in Serie C e il Trapani Shark in Serie A”, dice Antonini nel video, rilanciando ancora una volta la prospettiva di una clamorosa riabilitazione sportiva e giudiziaria.
Nel corso dell’intervento, Antonini ha anche parlato di presunti arresti di soggetti vicini alla “Compagnia del Risparmio”, circostanza che però, al momento, non trova riscontro in fonti giornalistiche verificabili.
Poi, come spesso accaduto negli ultimi mesi, il video si è trasformato anche in uno sfogo contro chi lo critica sui social network. “Brutti sfigati che non siete altro... che cazzo di vita ci avete!”, dice Antonini rivolgendosi ai contestatori online.
Parole che arrivano mentre la città continua a fare i conti con le macerie sportive e societarie lasciate dalla vicenda dei crediti fiscali.
Il quadro, infatti, resta pesantissimo.
Il Trapani Calcio è retrocesso dopo mesi di penalizzazioni e deferimenti. Il Trapani Shark è stato escluso dalla Serie A dopo il collasso societario, i blocchi di mercato, le inibizioni e le partite finite nel caos davanti a tutta Italia.
Adesso tutto resta appeso alla sentenza tributaria.
Che però, anche in caso favorevole ad Antonini, non cancellerebbe automaticamente retrocessioni, esclusioni e decisioni già adottate dalla giustizia sportiva. Potrebbe semmai aprire una nuova stagione di ricorsi, richieste risarcitorie e ulteriori battaglie legali.
Intanto Trapani resta sospesa tra chi continua a credere alla versione del “complotto” raccontata da Antonini e chi, invece, vede nella gestione del patron romano la causa principale di uno dei più clamorosi crolli sportivi mai vissuti dalla città.