A pochi giorni dal voto, nuovi retroscena agitano il Pd marsalese. Un accordo silenzioso, non scritto, che provoca scossoni nel partito guidato, a Marsala, da Linda Licari, e che in queste elezioni amministrative sostiene Andreana Patti.
Al centro delle ultime fibrillazioni interne c’è proprio il nome di Linda Licari, indicata come assessora nella squadra che dovrebbe affiancare Andreana Patti in caso di vittoria. Si tratta di un assessorato politico, Licari è stata indicata dal partito che si è espresso.
Una scelta condivisa anche dal deputato regionale Dario Safina e che, raccontano ambienti democratici, non sarebbe stata accolta inizialmente con entusiasmo unanime. Poi, però, il partito avrebbe trovato una sintesi. O almeno una tregua.
Il retroscena
Dietro l’ok alla designazione si sarebbe consumata una trattativa tutta politica, fatta di equilibri e garanzie reciproche. Il nodo vero non sarebbe stato tanto il nome di Licari, quanto il doppio ruolo destinato a concentrarsi nelle sue mani: assessora di peso e, contemporaneamente, segretaria del circolo Pd di Marsala.
Ed è proprio qui che si anniderebbe la clausola non scritta, ma ben compresa da tutti i protagonisti della vicenda. Secondo le indiscrezioni che filtrano dal fronte dem, nel caso in cui Andreana Patti dovesse diventare sindaca e Linda Licari entrare ufficialmente in giunta, scatterebbe automaticamente un passo indietro dalla guida del circolo cittadino.
Una soluzione che, secondo i racconti delle ultime ore, sarebbe stata fortemente voluta da Safina per evitare sovrapposizioni politiche e garantire al partito autonomia e libertà di manovra rispetto alla futura azione amministrativa.
L’obiettivo sarebbe quello di evitare che il partito venga schiacciato sull’amministrazione, come — secondo alcune letture interne — sarebbe già accaduto in passato durante la sindacatura di Alberto Di Girolamo, che ricopriva anche il ruolo di segretario cittadino del Pd.
La linea indicata da Safina, alla fine, avrebbe convinto anche le componenti più prudenti del Pd marsalese.
E la stessa Linda Licari, sempre secondo i bene informati, avrebbe accolto senza resistenze questa prospettiva, nella convinzione che il doppio incarico avrebbe inevitabilmente alimentato tensioni in una fase già delicata per gli equilibri interni.
La scelta condivisa sulla possibile composizione della futura giunta viene letta da molti come un tentativo di separare con chiarezza il ruolo politico del partito da quello amministrativo, evitando sovrapposizioni e garantendo maggiore serenità all’azione futura. Un passaggio che, al di là delle diverse sensibilità interne, avrebbe contribuito a rafforzare un’intesa costruita nel segno della responsabilità e della collaborazione.