In rivolta i medici della Guardia medica della provincia di Trapani. A sollevare il caso sono decine di professionisti che denunciano ritardi ormai continui nel pagamento degli stipendi, con una situazione che, a loro dire, starebbe diventando insostenibile. L’ultimo compenso percepito risalirebbe addirittura al mese di febbraio 2026, mentre per le mensilità successive non vi sarebbe ancora alcuna certezza sui tempi di liquidazione.
Sono numerose le segnalazioni arrivate alla nostra redazione da parte dei medici in servizio nelle postazioni di continuità assistenziale sparse nel territorio trapanese. Il malcontento cresce giorno dopo giorno perché, spiegano, il lavoro viene svolto regolarmente, con turni spesso pesanti e in condizioni non sempre semplici, ma le retribuzioni continuano ad arrivare in ritardo. Un problema che si ripeterebbe ormai da mesi e che starebbe mettendo in difficoltà molti professionisti, alcuni dei quali lamentano di non riuscire più a programmare serenamente le proprie spese personali e familiari.
Le parole dei medici
I medici ricordano come il loro rapporto di lavoro preveda precisi adempimenti burocratici. Entro i primi cinque giorni di ogni mese devono infatti trasmettere il consuntivo dell’attività svolta nel mese precedente, comprensivo delle ore effettuate e degli eventuali surplus riconosciuti. Dopo la verifica amministrativa, il pagamento dovrebbe essere disposto entro la fine del mese. Un iter che, almeno sulla carta, appare definito e regolare ma che, nei fatti, starebbe accumulando ritardi consistenti.
Il contratto a cui sono sottoposti prevede 24 ore di attività lavorativa settimanale, alle quali si aggiungono anche attività distrettuali e servizi integrativi. Molti dei medici impegnati nelle Guardie mediche rappresentano un presidio fondamentale soprattutto nei piccoli centri e nelle aree periferiche della provincia, garantendo assistenza sanitaria nelle ore notturne, nei festivi e nei prefestivi, spesso sopperendo alle carenze del sistema sanitario territoriale.
“Lavoriamo regolarmente ma veniamo pagati sempre un mese indietro e anche con ulteriori ritardi”, raccontano alcuni di loro. I sanitari riferiscono di aver chiesto chiarimenti anche all’ASP.
L’ASP: stiamo provvedendo
Gli uffici dell’Azienda sanitaria provinciale, contattati da Tp24, hanno prontamente fatto chiarezza sulla situazione. Sono a conoscenza della questione: si è trattato di un problema tecnico del programma di gestione.
“La società che gestisce il software è già al lavoro e oggi (ieri per chi legge) terminerà l’intervento. Da lunedì, se non prima, si lancerà la determina di liquidazione e poi i mandati di pagamento. C’è stato un aggiornamento obbligatorio del sistema”.