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11/05/2026 14:30:00

Trapani ed i consiglieri "decaduti": la Regione se ne lava le mani

Il parere dell'assessorato regionale enti locali  sulle famigerate "decadenze" dei nove consiglieri comunali trapanesi è arrivato. 

Secondo l'opposizione consiliare doveva essere una clava, ed invece la Regione ha deciso di non decidere.  Ma il rischio che si apra una nuova fase di scontro politico dentro Palazzo Cavarretta è quasi scontato. 

 

L’Assessorato regionale  ha infatti confermato l’impostazione sostenuta dal segretario generale Giovanni Panepinto: la decadenza è una misura eccezionale e anche motivazioni di natura politica possono essere considerate giustificazioni valide per le assenze in aula.

 

Tutto nasce dalle sedute del 22 e 23 ottobre 2025 sul caso PalaDaidone, quando nove consiglieri di maggioranza decisero di non partecipare ai lavori facendo mancare il numero legale. Una scelta motivata pubblicamente come protesta politica contro un atto ritenuto non di competenza del Consiglio comunale.

 

Secondo la Regione non esiste alcun automatismo nella decadenza e ogni posizione dovrà essere valutata singolarmente. Ma il parere chiarisce anche che la decisione finale spetta comunque al Consiglio comunale.

 

Ed è qui che la partita torna politica.

I numeri dell’aula oggi sono fragili e durante le votazioni gli equilibri potrebbero cambiare, anche perché i consiglieri coinvolti dovranno astenersi sulle proprie posizioni. Ogni eventuale assenza rischia così di trasformarsi in un segnale politico.

 

Intanto, attorno al parere è scoppiato anche un piccolo “giallo”: il documento, protocollato il 5 maggio, sarebbe arrivato ufficialmente al presidente del Consiglio, Alberto Mazzeo, soltanto l’11 maggio, quando però il contenuto circolava già negli ambienti politici e giornalistici.

 

Mazzeo si dice “confortato” dal parere regionale nelle decisioni sin qui intraprese e convocherà adesso la conferenza dei capigruppo prima del passaggio decisivo in aula.

 

Sui tavoli di Palazzo Cavarretta continuano ad accumularsi dossier pesanti: crisi idrica, bilancio, PNRR e grandi opere contestate come il BRT. Ma scontri e confronti continuano ad interessare le dinamiche di potere, di posizionamenti presenti e soprattutto futuri, come se gli atti amministrativi fossero soltanto l'ultimo dei pensieri dell'attuale classe dirigente trapanese.