A Fulgatore il calcio è famiglia: “Qui cresciamo uomini, prima dei campioni”
Ci sono campi di calcio dove si gioca una partita. E poi ci sono campi dove si cresce insieme, stagione dopo stagione, diventando una comunità. A Fulgatore succede da quasi cinquant’anni.
Lo raccontano i bambini che rincorrono il pallone fino al tramonto, i dirigenti che aprono i cancelli ogni pomeriggio, i genitori sugli spalti e soprattutto la voce del presidente Francesco Gammicchia, da trent’anni alla guida della Polisportiva Fulgatore.
Nei giorni scorsi l’impianto sportivo si è riempito ancora una volta di vita con il raduno dei piccoli calciatori: partite dei pulcini, allenamenti, attività dei “piccoli amici” insieme ad altre società del territorio. Un pomeriggio che racconta molto più di uno sport.
«Seguiamo tutte le categorie, dalla prima squadra fino ai più piccoli», spiega Gammicchia. «Abbiamo la Promozione, l’Under 19, l’Under 17, le categorie provinciali e regionali, l’Under 13, l’Under 11 e poi tutta l’attività di base con piccoli amici, pulcini e primi calci. È un lavoro continuo che parte ad agosto e finisce tra maggio e giugno, con i tornei di fine stagione».
Oggi la società conta circa 120 ragazzi nel settore giovanile, ai quali si aggiungono juniores e prima squadra. Numeri importanti per una frazione come Fulgatore, dove però il calcio è diventato negli anni un punto di riferimento anche per tanti giovani che arrivano da Trapani città. «Molti ragazzi vengono da Trapani, soprattutto dall’Under 14 in su – racconta – e si affezionano a questo ambiente perché qui trovano serenità. Non ci sono pressioni, c’è amore per questo sport».
Dietro ogni allenamento ci sono sacrifici silenziosi: tecnici federali, collaboratori, dirigenti e perfino tre pulmini che ogni giorno attraversano il territorio per permettere ai ragazzi di raggiungere il campo. «Siamo un gruppo di circa trenta dirigenti – dice il presidente – io non sono un presidente padrone. Ognuno dà una mano, ognuno fa qualcosa per questi ragazzi».
Ma la frase che più racconta l’anima del Fulgatore arriva quasi sottovoce, mentre osserva i bambini correre sul prato sintetico: «Noi pensiamo prima di tutto a crescere uomini. I campioni poi dipendono anche dal talento e dalla fortuna. Ma se riusciamo a formare bravi ragazzi, gli uomini del futuro, allora abbiamo già vinto».
La storia della Polisportiva Fulgatore parte da lontano. Prima ancora della fondazione ufficiale del 1978, tutto nacque attorno ai tornei estivi organizzati negli anni Sessanta dal consiglio pastorale e da don Michele Di Stefano. «Da lì è partita un’avventura lunga decenni – ricorda Gammicchia – e da questo campo sono passati tantissimi ragazzi che ancora oggi ci salutano con affetto».
L’impianto sportivo è il simbolo di questa storia. Negli anni Ottanta i dirigenti acquistarono il terreno e realizzarono il primo campo in terra battuta. Poi, nel 2010, la scelta sofferta ma decisiva: donare la struttura al Comune di Trapani per garantirne il futuro. «È stata una decisione difficile perché questo posto lo sentiamo nostro – racconta – ma lo abbiamo fatto per salvarlo e farlo crescere».
Una scelta che ha portato risultati concreti. Grazie alla collaborazione con il Comune e a un finanziamento del piano “Sport e Periferie”, l’impianto è stato completamente riqualificato con un investimento da oltre 1 milione e 400 mila euro. Oggi è considerato uno dei migliori campi della Sicilia occidentale. «Cerchiamo di mantenerlo sempre al meglio – dice Gammicchia – perché è un patrimonio di tutti».
Anche l’assessore Giuseppe Pellegrino sottolinea il valore della società: «La Polisportiva Fulgatore ha una scuola calcio bellissima e anni fa ha regalato l’impianto al Comune. Poi il Comune ha ottenuto il finanziamento e la struttura è stata riaffidata al Fulgatore tramite avviso pubblico».
E in questi giorni, oltre alla festa dei piccoli calciatori, è arrivata anche un’altra notizia importante: la permanenza nel campionato di Promozione. Dopo la decisione del giudice sportivo sul ricorso FC Alcamo-Casteltermini, il Fulgatore è ufficialmente salvo.
«Siamo salvi, giocheremo ancora in Promozione», festeggia la società.
Ma forse la vittoria più grande, a Fulgatore, non è la classifica. È vedere ogni pomeriggio decine di bambini entrare da quel cancello con un pallone sotto il braccio e uscire qualche ora dopo un po’ più grandi, un po’ più squadra, un po’ più famiglia.
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