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12/05/2026 06:00:00

Caro Traghetti: esplode la protesta nelle isole minori, Schifani annuncia lo stop ai rincari

Le isole minori siciliane tornano a fare i conti con il nodo irrisolto della continuità territoriale. L’annuncio degli aumenti delle tariffe marittime da parte di Caronte & Tourist, previsti dal 15 maggio con rincari compresi tra il 30% e il 50%, ha provocato una vera e propria rivolta politica e istituzionale da Favignana a Pantelleria, fino a Palermo.

Nel giro di poche ore si sono moltiplicate prese di posizione, comunicati, richieste di mobilitazione e accuse ai governi nazionale e regionale. La tensione è salita ulteriormente quando amministratori locali e forze politiche hanno denunciato il rischio di un nuovo colpo per residenti, lavoratori pendolari, studenti e imprese proprio all’avvio della stagione turistica.

Nel pieno delle polemiche è arrivato poi l’intervento del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha annunciato il congelamento degli aumenti dopo un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

 

 

 

Le Egadi in rivolta: “Aumenti assurdi”

 

Tra le reazioni più dure c’è quella del gruppo di maggioranza del Consiglio comunale di Favignana, “Movimento per le Egadi – Pagoto Sindaco”, che parla apertamente di “rincari assurdi”. Secondo il gruppo consiliare, gli aumenti sarebbero ancora più inaccettabili alla luce dei continui disservizi denunciati da residenti e operatori economici. La maggioranza consiliare ha espresso pieno sostegno al sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, annunciando la disponibilità ad avviare iniziative di protesta “in ogni luogo, in ogni ora e in qualsiasi giorno”. Il tema è diventato immediatamente centrale nel dibattito politico delle Egadi, dove da anni cittadini e imprese lamentano collegamenti insufficienti, difficoltà nelle prenotazioni e costi elevati soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.

Il video-appello di Pagoto e la mobilitazione degli isolani

 

 

In queste ore ha avuto grande diffusione anche il video-appello del sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto, che ha denunciato pubblicamente il peso crescente dei costi di collegamento sulle comunità isolane. Il primo cittadino ha parlato di una misura insostenibile per un territorio che vive quotidianamente il problema dell’insularità e che rischia di vedere compromessi non solo i flussi turistici ma anche i diritti essenziali dei residenti. Qui il video di Pagoto:

 

Pantelleria, è scontro politico 

 

Se alle Egadi la protesta si è concentrata attorno alla difesa del territorio, a Pantelleria il caro-traghetti ha aperto anche un duro scontro politico interno.

Il movimento Pantelleria 2050 ha attaccato frontalmente l’amministrazione comunale e l’assessore ai Trasporti, accusandoli di avere adottato una linea troppo prudente nella trattativa con la compagnia di navigazione.

Secondo il movimento, il “lavoro svolto in silenzio” rivendicato dall’assessore non avrebbe prodotto alcun risultato concreto. Anzi, il rincaro annunciato dimostrerebbe il fallimento della strategia politica adottata.

Pantelleria 2050 richiama inoltre il precedente dell’amministrazione Campo, sostenendo che in passato l’unità delle isole minori fosse riuscita a bloccare aumenti analoghi. Da qui l’accusa più pesante: “Il silenzio non è una strategia: è assenza di peso politico”.

Nel comunicato emerge anche il confronto diretto con Favignana: mentre il sindaco Pagoto si sarebbe immediatamente schierato contro gli aumenti, il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, viene accusato di avere mantenuto una posizione troppo cauta.

Il sindaco D’Ancona: "Aumento inaccettabile"

 

Il sindaco di Pantelleria, però, è intervenuto ufficialmente con una nota nella quale esprime “forte preoccupazione” per le ricadute economiche e sociali dell’aumento delle tariffe. D'Ancona ha definito “del tutto inaccettabile” la decisione della compagnia Caronte & Tourist di aumentare dal 15 maggio 2026 le tariffe dei collegamenti marittimi con rincari “compresi tra il 30% e il 50% su passeggeri, veicoli ordinari, veicoli commerciali e residenti”. Nella lettera il primo cittadino denuncia come l’isola sia già “gravemente penalizzata da collegamenti marittimi inadeguati, irregolari e insufficienti”, sottolineando che il nuovo aumento “minaccia di compromettere ulteriormente la vivibilità dell’isola”. Il sindaco parla inoltre di una vera e propria “destabilizzazione del sistema dei collegamenti marittimi” e rivendica “il diritto a trasporti pubblici efficienti, sostenibili e accessibili, senza subire ricatti economici”. Infine chiede “un immediato intervento delle autorità competenti” e la convocazione urgente di un incontro tra i sindaci delle isole minori, la Regione e il Governo nazionale.

 

Leali per Pantelleria: “Pronti alla mobilitazione”

 

Durissimo anche l’intervento del gruppo consiliare di opposizione “Leali per Pantelleria”, formato dai consiglieri Angelo Casano, Mariangela Silvia, Giovanni Valenza e Angela Siragusa. Per il gruppo, il caro-navi rappresenta “una vera emergenza sociale, economica e territoriale”. I consiglieri sottolineano come l’aumento delle tariffe non colpisca soltanto i viaggiatori ma l’intera economia isolana: approvvigionamento merci, turismo, attività produttive e costo della vita.

L’opposizione ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale e annuncia una mobilitazione istituzionale senza precedenti: una protesta che potrebbe partire da Pantelleria per arrivare fino a Palermo, davanti alla Presidenza della Regione e all’Ars.

“Le isole minori non possono essere considerate territori di serie B”, affermano i consiglieri, chiedendo unità politica e istituzionale.

 

L’attacco del M5S: “Gli isolani abbandonati”

 

Sul piano regionale, il Movimento 5 Stelle è intervenuto con due distinte prese di posizione. La deputata regionale Cristina Ciminnisi ha denunciato quella che definisce “l’ennesima stangata” per le comunità insulari.

Secondo Ciminnisi, gli aumenti dimostrano come il costo di inefficienze amministrative e ritardi nella gestione delle convenzioni venga scaricato direttamente sui cittadini.

La parlamentare attacca anche il governo regionale: “Non si può parlare di continuità territoriale solo a parole e poi lasciare che il diritto alla mobilità venga svuotato nei fatti”. E rilancia una critica politica diretta a Schifani, ricordando l’assenza del governo durante una recente seduta di commissione sui collegamenti marittimi.

Ancora più duro il comunicato della deputata M5S Ida Carmina, che parla di “danno oltre la beffa”. Carmina denuncia una situazione ormai “fuori controllo”, con residenti impossibilitati persino a raggiungere la terraferma per motivi sanitari o lavorativi a causa delle corse insufficienti e della saturazione legata al turismo.

Nel mirino finiscono sia il governo Meloni sia quello regionale: “Il Governo Meloni continua a fare spallucce e il Governo Schifani resta immobile”.

Per l’esponente pentastellata il sistema attuale “sta fallendo”, perché i cittadini pagherebbero due volte: attraverso le compensazioni pubbliche alle compagnie e poi tramite gli aumenti tariffari.

 

Confesercenti: “Rischio isolamento e spopolamento”

 

Anche il mondo economico ha espresso forte preoccupazione. Confesercenti Sicilia parla di una decisione “estremamente preoccupante”, soprattutto alla vigilia della stagione estiva. Il presidente regionale Vittorio Messina sottolinea come gli aumenti rischino di avere effetti pesantissimi sull’economia delle isole minori, colpendo famiglie, lavoratori, imprese e turisti. Secondo Confesercenti, il rincaro dei collegamenti finirebbe per accentuare isolamento e spopolamento, aggravando una condizione di svantaggio strutturale mai realmente affrontata dallo Stato. L’associazione richiama inoltre l’assenza di una legge quadro nazionale dedicata alle isole minori, capace di prevedere misure fiscali e compensative permanenti.

 

 

SCHIFANI ANNUNCIA LO STOP AI RINCARI

Nel pieno della bufera politica e mediatica è arrivato l’intervento del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Con un messaggio sulla sua pagina facebook, Schifani ha annunciato che, su sua richiesta, è stato congelato l’aumento delle tariffe annunciato da Caronte & Tourist.

Il presidente ha inoltre comunicato un incontro previsto a Roma tra i Dipartimenti Infrastrutture della Regione Siciliana e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del ministro Matteo Salvini, dell’assessore regionale Alessandro Aricò e del viceministro Edoardo Rixi.

“Non possiamo permettere che cittadini, lavoratori e imprese delle isole minori subiscano il costo della condizione di insularità”, ha dichiarato Schifani.

Resta però aperto il nodo strutturale: il congelamento annunciato dalla Regione rappresenta soltanto una sospensione temporanea o l’inizio di una soluzione definitiva?

Una crisi che riapre il tema della continuità territoriale

 

La vicenda del caro-traghetti riporta al centro un problema storico della Sicilia insulare: il diritto alla mobilità. Per le comunità delle Egadi, di Pantelleria, delle Eolie, delle Pelagie e di Ustica, il collegamento marittimo non è un servizio accessorio ma una necessità vitale. Da esso dipendono sanità, scuola, lavoro, turismo, approvvigionamenti e qualità della vita. Per questo gli aumenti annunciati hanno generato una reazione così ampia e trasversale. Non soltanto per il peso economico immediato, ma perché percepiti come l’ennesimo segnale di marginalizzazione delle isole minori.

La protesta, adesso, sembra avere superato i confini locali per trasformarsi in un caso politico regionale. E mentre la Regione prova a spegnere l’incendio con il congelamento delle tariffe, gli isolani chiedono una risposta più profonda: una politica stabile sulla continuità territoriale che impedisca, ogni anno, il ritorno della stessa emergenza.