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12/05/2026 06:00:00

Cuffaro verso il patteggiamento, la DC: “Non è la fine del partito”

Totò Cuffaro ha chiesto di patteggiare. Tre anni, da scontare in servizi sociali, come pena nell’ambito dell’inchiesta su corruzione e appalti nella sanità. I magistrati inquirenti hanno accolto la richiesta, si attende la decisione finale del GIP. 

 

La condanna di Totò Cuffaro, però, non è la condanna della DC. Almeno questa è la sintesi della dichiarazione congiunta dei dirigenti di partito: Stefano Cirillo, segretario regionale, Laura Abbadessa, presidente regionale, e i coordinatori provinciali.

 

Il leader della Democrazia Cristiana potrebbe mettere fine alla sua carriera politica dopo il patteggiamento per corruzione e traffico di influenze; ha inoltre chiesto di pagare 7.500 euro a entrambe le parti civili, l’ospedale Villa Sofia-Cervello e l’Asp di Siracusa.

Cuffaro aveva già scontato 4 anni e 11 mesi a Rebibbia, con una condanna a 7 anni, per favoreggiamento alla mafia. Nel 2015, tornato in libertà, ha ripreso l’attività politica, ha chiesto e ottenuto la riabilitazione, tanto da poter essere ricandidato. È finito ai domiciliari a novembre 2025 nell’inchiesta che lo ha travolto e che riguarda i presunti favori negli appalti nella sanità.

 

Le parole della classe dirigente

Il futuro della DC c’è: “Leggiamo con rispetto le analisi e le interpretazioni che in queste ore si susseguono sul futuro della Democrazia Cristiana in Sicilia dopo la scelta di Totò Cuffaro di chiedere il patteggiamento. Comprendiamo che una figura politica così importante nella nostra storia recente possa indurre qualcuno a pensare che senza di lui la DC sia destinata a dissolversi o a disperdersi. Ma chi conosce davvero la nostra comunità politica sa che la realtà è ben diversa”.

Continuano affermando che il partito non è solo di un uomo ma: “Appartiene ai dirigenti, agli amministratori, ai militanti, ai giovani e alle donne che ogni giorno, nei territori, continuano a credere in un progetto moderato, popolare e profondamente radicato nei valori della buona politica. Per questo respingiamo con forza l’idea di una DC ‘in svendita’ o pronta a una diaspora inevitabile verso altri partiti”.

 

Il nodo Cuffaro

Cuffaro, nella richiesta di patteggiamento, ha chiesto anche di scontare i tre anni in lavori socialmente utili. Non è solo una questione giudiziaria da affrontare, ma un nodo politico importante, lo sanno i dirigenti: “In molti oggi si chiedono se possa esistere una DC senza Cuffaro. La risposta è semplice: non solo esiste, ma è esattamente quella che abbiamo immaginato e voluto costruire in questi anni. Una DC giovane, aperta, dove si può fare politica come servizio. Purtroppo, ancora una volta, assistiamo a processi mediatici e a letture pregiudiziali che sembrano ignorare la complessità delle vicende umane e politiche”.

Netti sono i dirigenti: “Sappiamo perfettamente quanto la DC sia stata spesso ostacolata e attaccata nel tentativo di fermarla. Eppure proprio quelle difficoltà hanno consolidato il nostro radicamento. La DC continuerà il proprio percorso. A tutti i nostri detrattori diciamo una cosa molto chiara: la DC non si cancella, continuerà a crescere, a rappresentare un pezzo importante della Sicilia moderata e popolare e continuerà a farlo convinta che certi valori non sono negoziabili”.