Il dossier MaB Unesco sulle Saline di Sicilia non si ferma. Ma cambia strada.
Dopo settimane di tensioni, documenti, contestazioni e prese di posizione, il vertice che si è tenuto questa mattina nella sede dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale apre infatti a una possibile soluzione politica: escludere il porto di Trapani e l’area industriale dal perimetro della candidatura.
Una scelta che consentirebbe al progetto di andare avanti, provando allo stesso tempo a disinnescare lo scontro con il cluster portuale e con il sistema produttivo.
L’incontro è stato voluto e presieduto dalla presidente dell’Autorità portuale, diventata nelle ultime settimane uno dei riferimenti istituzionali delle preoccupazioni espresse dagli operatori economici.
Secondo quanto trapela, il confronto è stato molto diretto. Da una parte il cluster portuale ha ribadito i timori sugli eventuali effetti indiretti del riconoscimento MaB. Dall’altra il Comitato promotore – anche sulla base delle recenti rassicurazioni del Ministero dell’Ambiente – ha sostenuto che il programma Unesco non introdurrebbe nuovi vincoli e rappresenterebbe invece “una grande opportunità per l’intera area interessata”.
Ma il punto politico è un altro.
Per uscire dall’impasse, il commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani avrebbe proposto una modifica sostanziale del dossier: escludere il porto e la zona industriale dall’area interessata dalla candidatura.
La proposta sarà adesso sottoposta al Comitato promotore, convocato per martedì 19 maggio.