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15/05/2026 19:44:00

Trapani, ruota panoramica cercasi

C’è chi ricostruisce percorsi che catapultano i visitatori nel Paese delle Meraviglie di Alice. Chi inventa percorsi enogastronomici da gourmand. Chi inaugura acquari futuristici. Chi punta sui grandi festival internazionali. 

E poi c’è Trapani, che con una certa coerenza urbanistica e amministrativa sembra aver scelto un’altra strada: girare in tondo. Però con vista mare.

Il Comune ha infatti pubblicato un avviso per individuare operatori economici interessati all’installazione temporanea di una “Ruota Panoramica o Attrazione Similare”, nel territorio comunale tra maggio e settembre 2026, come iniziativa di valorizzazione turistica e promozione del territorio.

Che detta così sembra quasi una strategia di marketing territoriale. Ma detta alla trapanese significa: “Torniamo a mettere la ruota in piazza Vittorio”.

E qui parte inevitabilmente il flashback. Natale 2023. Piazza Vittorio Emanuele trasformata improvvisamente in un set a metà tra Mirabilandia e il Villaggio di Babbo Natale, con Zampanò di Fellini come giostraio. 

Arriva la ruota panoramica. Gigante. Illuminata. Fotografatissima. E soprattutto discussissima, soprattutto sui social.

Per settimane i trapanesi si divisero in due categorie antropologiche ben precise: quelli che facevano i selfie sotto le luci LED e quelli che guardavano la ruota con la stessa espressione di Fantozzi davanti alla Corazzata Potëmkin.

C’era chi la definiva “simbolo della rinascita turistica” e chi invece sosteneva che la vera attrazione panoramica fosse osservare il traffico impazzito attorno alla piazza.

D’altronde, per citare Fabrizio Caramagna: “La ruota panoramica girava, salivamo a colori e scendevamo in bianco e nero”. 

Perché il dettaglio più affascinante dell’intera vicenda è sempre stato il luogo scelto: quella porzione di piazza Vittorio Emanuele trasformata in area pedonale e rimasta urbanisticamente sospesa in una dimensione quasi esistenziale.

Non è più strada. Non è davvero piazza. Non è parcheggio. Non è salotto urbano. È un po’ il purgatorio dell’urbanistica trapanese.

Le vere piazze mediterranee sono quelle che hanno bambini che giocano, anziani che discutono di politica, tavolini con granite e brioche col tuppo, passeggiate serali, vita spontanea. 

Piazza Vittorio, invece, spesso sembra un enorme spazio vuoto in attesa che qualcuno ci monti qualcosa sopra: fiere, luna park, villaggi natalizi, sagre di qualcosa. Un panino vuoto che attende di essere riempito di panelle. 

E adesso di nuovo lei, la regina assoluta della temporaneità urbana: la ruota panoramica.

Che poi, la ruota panoramica è la perfetta metafora di Trapani. Bella, luminosa, suggestiva. E gira sempre nello stesso punto.

Una metafora urbanistica così precisa non si vedeva dai tempi di Pirandello: la città che rappresenta l'insieme delle convenzioni, dei ruoli fissi e delle "maschere" che stritolano l'individuo, costringendolo ad apparire per ciò che gli altri vogliono che sia, anziché per ciò che è. 

Del resto il Comune, inconsapevolmente, sembra avere finalmente trovato la sintesi perfetta della vita cittadina: traffico che gira, polemiche che girano, cantieri che girano, consiglieri che girano. Mancava soltanto la ruota ufficiale.

La cosa meravigliosa è la funzione della ruota come strumento di “valorizzazione turistica”. 

E in parte è vero. Pensiamo al “London Eye”, l’occhio di Londra, tra il Ponte di Westminster e lo Hungerford Bridge. O alla ruota più antica d’Europa nel Prater di Vienna. Ancora, l'iconica ruota panoramica di Coney Island, attiva dal 1920 a Brooklyn, cui persino il grande Woody Allen dedicò un film. 

Chi siamo noi, per snobbare la “ruota di Piazza Vittorio”? 

Dal punto più alto si potrà finalmente vedere contemporaneamente il mare, le Egadi, il porto, il traffico del BRT, i parcheggi spariti e forse persino qualche automobilista intrappolato in via Ammiraglio Staiti. E, se la montano subito, i docenti che impazziscono tra una scuola e l’altra, e genitori imbufaliti che non possono portare la prole fin dentro la classe con la macchina. 

Esperienza immersiva totale.

Naturalmente, nessuno mette in discussione il diritto sacrosanto di bambini, famiglie e turisti di divertirsi. Una ruota panoramica sul mare è anche piacevole e bella. 

Il problema nasce quando l’attrazione temporanea sembra sostituire una riflessione più seria su cosa debba diventare davvero la città, dal punto di vista turistico e urbano.

Perché Trapani continua ad avere un talento straordinario nel confondere l’animazione con la programmazione. 

Si monta qualcosa, si illumina qualcosa, si inaugura qualcosa: si fanno i selfie, si taglia il nastro, si pubblicano le foto sui social e poi… smontare tutto e arrivederci alla prossima stagione.

È una specie di turismo da luna park intermittente.

E qui il paragone col pavone scatta istintivo. Quello che alla Villa Margherita non c’è più, per intenderci. 

Quando apre la ruota della sua coda, il pavone è convintissimo di essere l’essere più magnifico del creato. E bisogna ammettere che, per qualche minuto, funziona: tutti si fermano a guardarlo.

Poi però richiude tutto e torna semplicemente un grosso pollo elegante.

La ruota panoramica rischia di fare la stessa fine: per qualche settimana illumina la piazza, riempie Instagram e dà l’illusione di una città scintillante e turistica. Una Londra de noantri. 

Ma quando le luci si spengono resta sempre la stessa domanda: sotto quella ruota, cosa c’è davvero?


 


 



Tempo libero | 2026-05-15 19:44:00
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Trapani, ruota panoramica cercasi

C’è chi ricostruisce percorsi che catapultano i visitatori nel Paese delle Meraviglie di Alice. Chi inventa percorsi enogastronomici da gourmand. Chi inaugura acquari futuristici. Chi punta sui grandi festival internazionali. E poi...