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15/05/2026 16:29:00

Trapani, BRT: protesta anche il Comitato del Centro Storico

Dopo gli insegnanti, è la volta del Comitato centro storico a sollevare criticità sul BRT. 

Il Bus Rapid Transit entra nella fase più delicata del suo percorso e, insieme ai cantieri, cresce anche il livello dello scontro sul futuro della mobilità urbana a Trapani.

Il primo tratto della nuova corsia preferenziale tra il Palazzetto dello Sport e la zona della Madonnina è ormai vicino al completamento, mentre i lavori si stanno concentrando lungo via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena, asse strategico che collega porto, centro storico e imbarchi per le Egadi. 

Ed è proprio qui che stanno emergendo le criticità denunciate da residenti, commercianti e lavoratori del centro.

 

A lanciare l’allarme è il Comitato Centro Storico Trapani, che chiede al Comune una gestione più attenta della fase transitoria e un confronto stabile con chi vive quotidianamente l’area interessata dal nuovo sistema di mobilità.

Il Comitato precisa di non contestare l’obiettivo del BRT né la necessità di una mobilità urbana più sostenibile. 

Il Bus Rapid Transit rappresenta infatti il progetto strategico dell’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Tranchida per ridurre il traffico privato verso il centro cittadino attraverso corsie preferenziali, parcheggi di interscambio e bus rapidi destinati a collegare periferia, porto e centro storico.

 

Ma proprio mentre il Comune accelera sui cantieri, cresce il fronte delle proteste. Negli ultimi mesi il progetto è diventato uno dei temi più divisivi del dibattito cittadino, tra confronti pubblici, sedute straordinarie del Consiglio comunale, proteste dei commercianti e preoccupazioni di residenti e lavoratori del centro storico.

Nelle scorse settimane il malcontento era già esploso durante il confronto tra il sindaco e il personale scolastico delle scuole del centro storico, preoccupato per la sospensione degli abbonamenti agevolati alle strisce blu e per le difficoltà di accesso alle aree scolastiche dopo l’avvio dei lavori del BRT.

Docenti e personale Ata avevano contestato soprattutto la mancanza di alternative concrete per chi ogni giorno raggiunge il centro per lavoro, denunciando il rischio di trasformare la transizione verso il nuovo modello di mobilità in un aggravio economico e logistico per centinaia di lavoratori.

In quel confronto erano emerse anche accuse di disparità di trattamento nella gestione dei parcheggi cittadini. Al centro delle polemiche la decisione dell’amministrazione comunale di destinare i 28 stalli di piazza Giacomelli ai dipendenti del Tribunale, scelta interpretata da parte dei lavoratori delle scuole e da alcuni residenti come un favoritismo nei confronti di una specifica categoria di dipendenti pubblici mentre altre categorie si sono viste ridurre o eliminare le agevolazioni.

 

Un tema che adesso si intreccia direttamente con le preoccupazioni espresse dal Comitato Centro Storico.

"Il cantiere del BRT sta già funzionando come una prova generale di quello che potrebbe accadere dopo", afferma Alberto Catania, presidente del comitato "L’avvio dei lavori non è stato accompagnato da una reale riduzione del traffico veicolare in ingresso. Ora che il cantiere interessa via Ammiraglio Staiti, punto nevralgico per il porto, il centro storico e i flussi turistici, la Marina è congestionata e la sicurezza rischia di diventare il primo problema".

 

Secondo il Comitato, lungo l’asse della Marina il traffico procede spesso praticamente in un’unica fila, con margini ridotti per eventuali mezzi di soccorso, soprattutto nelle fasce orarie legate agli imbarchi e sbarchi per le isole Egadi.

A peggiorare la situazione sarebbero anche i comportamenti pericolosi nelle strade laterali del centro storico, dove vengono segnalati episodi frequenti di veicoli contromano nel tentativo di aggirare le code.

 

Resta poi aperta la questione dei parcheggi riservati ai residenti, uno dei punti più sensibili del confronto con il Comune.

Il Comitato chiede un censimento pubblico e aggiornato degli stalli residenti, con numeri precisi, planimetrie dettagliate e indicazione degli eventuali posti temporaneamente eliminati dai cantieri o dalle modifiche alla viabilità.

"Non chiediamo privilegi, ma regole chiare e controlli effettivi", aggiunge Catania "I posti per residenti devono essere tutelati e, se vengono eliminati temporaneamente, devono essere compensati altrove".

Secondo il Comitato, il problema si accentua soprattutto nelle ore serali e nei giorni festivi, quando i controlli diminuiscono e molti residenti denunciano difficoltà persino nel rientrare a casa e trovare parcheggio.

 

La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è quella di predisporre un piano più rigoroso di gestione del traffico durante tutte le fasi del cantiere, verificare la percorribilità per i mezzi di soccorso lungo la Marina e aprire un tavolo permanente di confronto con residenti e categorie coinvolte.

"Il centro storico non può essere trattato come un semplice corridoio di attraversamento", conclude Catania "È un quartiere abitato, un’area turistica e un pezzo essenziale dell’identità di Trapani. Se la mobilità sostenibile deve migliorare la qualità della vita, allora deve partire proprio da chi il centro storico lo vive ogni giorno".

 

La vicenda del BRT sta mostrando in queste settimane tutte le difficoltà della transizione verso un nuovo modello di mobilità urbana. 

Il problema non riguarda soltanto i disagi inevitabili di un grande cantiere pubblico, ma soprattutto la capacità dell’amministrazione di accompagnare il cambiamento con misure compensative credibili, comunicazione efficace e gestione equilibrata dei sacrifici richiesti ai cittadini.

 

La sensazione che emerge dalle proteste di residenti, docenti e commercianti è che il peso della transizione non sia distribuito in modo uniforme. Da qui nascono le accuse di favoritismi, le polemiche sui parcheggi e il crescente clima di tensione attorno al progetto.

Il rischio, prima ancora che tecnico, è che un intervento nato per migliorare la qualità della vita urbana finisca per essere percepito come una sottrazione di diritti e servizi da parte di chi il centro storico lo vive ogni giorno.

Ed è proprio qui che si gioca la vera sfida del BRT: non soltanto realizzare una mobilità sostenibile, ma convincere cittadini e lavoratori che il nuovo sistema possa davvero funzionare senza trasformare il centro storico in un’area sempre più difficile da abitare.