Diabolik “ruba” il tesoro di Segesta: il parco archeologico diventa un fumetto
C’è una maschera piena di diamanti nascosta nel Parco Archeologico di Segesta. Appartiene alla collezione di un misterioso lobbista greco. E chi, se non Diabolik e la bellissima Eva Kant, potrebbero mettere a segno un colpo milionario così scenografico?
Il protagonista del celebre fumetto, creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, torna in una nuova avventura ambientata tra il tempio dorico, il teatro antico e i misteri archeologici di Segesta.
È questa l’anticipazione de "l tesoro di Segesta", albo speciale di 16 pagine che trasforma il sito archeologico in uno scenario da noir mediterraneo tra archeologia, misteri e fumetto pop.
Il Re del Terrore, stavolta, non colpirà una banca svizzera o un miliardario senza scrupoli, ma uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale siciliano. E per preparare il colpo avrebbe persino studiato antichi manoscritti custoditi nella Biblioteca Fardelliana, riuscendo a scoprire gli antichi passaggi sotterranei che collegavano Segesta al mare, inseguiti da decenni da archeologi e studiosi.
Dietro il progetto c’è un team di autori siciliani di primo piano. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Tito Faraci e Marco Rizzo, mentre i disegni e la copertina portano la firma di Claudio Stassi, con i colori di Laura Piazza e il lettering di Maurizio Clausi.
Un’operazione culturale insolita, prodotta in edizione limitata di mille copie grazie alla collaborazione tra il Parco archeologico di Segesta, CoopCulture, Nerd Attack ETS e Astorina.
L’albo non sarà venduto nelle librerie né in edicola.
Diventerà invece uno strumento di promozione turistica legato alle attività del parco: sarà distribuito attraverso abbonamenti al Segesta Teatro Festival, acquisti al bookshop e iniziative speciali. Una delle prime occasioni per ottenerlo sarà il "Trapani Comix & Games 2026", in programma dal 22 al 24 maggio a Villa Margherita, dove farà parte dei gadget del Golden Pass.
La prima presentazione ufficiale avverrà invece al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 e il 23 maggio, alle ore 18:00 alla presentazione al Trapani Comix & Games.
Negli ultimi anni il Trapani Comix & Games 2026 è diventato uno degli appuntamenti più seguiti della primavera trapanese, trasformando Villa Margherita in un piccolo universo popolato da cosplayer, fumettisti, gamer, appassionati di manga, fantasy e cultura pop.
Nato quasi come evento di nicchia, il festival è cresciuto rapidamente attirando migliaia di visitatori da tutta la Sicilia occidentale e ospitando autori, doppiatori, illustratori e case editrici nazionali.
Un contesto perfetto, quindi, per il debutto di un Diabolik ambientato a Segesta: il punto d’incontro ideale tra patrimonio archeologico e immaginario nerd contemporaneo.
L’idea è semplice ma ambiziosa: usare il fumetto come strumento di promozione culturale e turistica, cercando di intercettare un pubblico nuovo e più giovane. Non più soltanto visite guidate, scavi, convegni o rappresentazioni classiche, ma linguaggi pop capaci di far dialogare il patrimonio archeologico con l’immaginario contemporaneo.
E in effetti vedere Diabolik muoversi tra le colonne del tempio di Segesta produce un effetto quasi straniante.
È un po’ come se il noir milanese degli anni Sessanta fosse improvvisamente finito dentro un peplum archeologico siciliano.
"Rendiamo contemporaneo ciò che è antichissimo, regalando una nuova vita e cercando un dialogo con il pubblico di domani", spiega il direttore del parco Luigi Biondo. "Abbiamo suggerito spunti e racconti a disegnatori e sceneggiatori, scoprendo insieme un nuovo modo di valorizzare un sito archeologico".
L’operazione rientra in una strategia più ampia promossa da CoopCulture per avvicinare nuove generazioni al patrimonio culturale attraverso esperienze immersive e narrative. Accanto al fumetto sono infatti previste cacce al tesoro per famiglie, workshop con gli autori e attività esperienziali dedicate al mondo di Diabolik.
Del resto Segesta, negli ultimi anni, sembra sempre più simile a un gigantesco set narrativo capace di attraversare i secoli e i linguaggi.
Prima il teatro classico, poi i concerti, le performance contemporanee, il cinema, i festival e ora perfino il fumetto noir.
E forse l’idea funziona proprio perché Diabolik, in fondo, è un archeologo al contrario: invece di riportare alla luce i tesori del passato, prova sempre a portarli via.
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