Dal 3 luglio al 2 agosto torna a Gibellina il Festival delle Orestiadi, giunto alla sua 45ª edizione, con la direzione artistica di Alfio Scuderi. Un’edizione speciale, intitolata “Atti di resistenza contemporanea”, pensata per celebrare il riconoscimento di Gibellina come prima Capitale italiana dell’arte contemporanea.
Il Festival conferma il proprio legame storico con i luoghi simbolo della città, dal Baglio Di Stefano al Cretto di Burri, trasformandoli ancora una volta in spazi di incontro tra teatro, arti visive, musica, danza e narrazione contemporanea.
Omaggio a Dario Fo e Arnaldo Pomodoro
Ad aprire simbolicamente questa edizione sarà un’anteprima d’eccezione il 26 e 27 giugno con il ritorno de “L’Orestea di Gibellina”, firmata da Emilio Isgrò, che torna in scena in una nuova riscrittura installativa pensata per il Cretto di Burri. Sul palco, tra gli altri, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Pirrotta, Sandra Toffolatti, Fabrizio Falco, Giovanni Caccamo e la partecipazione straordinaria di Pietrangelo Buttafuoco. L’edizione 2026 renderà inoltre omaggio a due figure centrali della cultura italiana del Novecento, Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, attraverso spettacoli e creazioni site specific ospitate negli spazi del Baglio di Stefano.
Il 3 luglio il Festival si aprirà con “Francesco lu Santo Jullare”, interpretato da Ugo Dighero, mentre il giorno successivo andrà in scena una produzione dedicata ai monologhi di Franca Rame con Gaia Insenga ed Eletta Del Castillo, accompagnate dalle musiche di Giulia Mei. Il 5 luglio sarà invece la volta di un laboratorio performativo su “Mistero Buffo” curato da Marco Baliani.
Tra gli appuntamenti più attesi anche il progetto dedicato a Roberto Andò, che culminerà con l’installazione “Qui la vita non è altrove”, realizzata con Mimmo Paladino e con la voce di Toni Servillo.
Il 18 luglio il Festival celebrerà Arnaldo Pomodoro con una performance ispirata al “Pilade” di Pier Paolo Pasolini, interpretata da Isabella Ragonese. Il giorno successivo spazio alla memoria civile con “Felicissima”, spettacolo dedicato a Felicia Impastato.
Nel cartellone anche i ritorni di Antonio Rezza con “Metadietro” il 24 luglio e di Marco Paolini con “Antenati” il 25 luglio. A chiudere gli spettacoli del Baglio di Stefano sarà “Il Cimbelino” di Giacomo Cuticchio.
Gran finale
Gran finale al Cretto di Burri con tre appuntamenti al tramonto: il 31 luglio Paolo Fresu insieme a Daniele Di Bonaventura, il 1° agosto “Kohlhaas” di Marco Baliani e il 2 agosto il concerto per voce e chitarra di Antonio Dimartino.
Il Festival delle Orestiadi si conferma così uno dei più importanti laboratori culturali del Mediterraneo, capace da 45 anni di intrecciare memoria, sperimentazione artistica e identità contemporanea nel cuore della Valle del Belice.