Grande partecipazione ed entusiasmo alle storiche Cantine Pellegrino per la presentazione del libro “Il mio rugby ed i suoi fili invisibili” di Sergio Zorzi, figura di riferimento nel panorama rugbistico nazionale ed europeo. L’iniziativa, organizzata da I Fenici Rugby Marsala, si è trasformata in un intenso momento di confronto e formazione dedicato soprattutto ai giovani. Ad aprire l’incontro è stato il presidente del club lilybetano, Moreno Debiasi, che ha sottolineato il profondo legame tra la filosofia sportiva di Zorzi e la missione educativa della società marsalese.
«Sergio Zorzi, oltre a essere un caro amico, incarna perfettamente la visione del rugby che desideriamo trasmettere ai nostri giovani – ha dichiarato Debiasi – Proprio come suggerisce il titolo del suo libro, esiste un legame profondo e silenzioso che ci unisce alla sua filosofia sportiva».
La scelta delle Cantine Pellegrino come sede dell’evento non è stata casuale. «Il vino Marsala è l’emblema della nostra città – ha aggiunto il presidente – volevamo che questa presentazione si svolgesse in una cornice capace di celebrare le nostre radici e la bellezza del territorio».
Moderato dal giornalista Dario Piccolo, l’incontro è andato oltre la semplice presentazione editoriale, trasformandosi in una tavola rotonda ricca di spunti educativi e umani. Al centro del dibattito, il rugby come strumento di crescita personale e sociale.
Grande soddisfazione anche nelle parole del responsabile tecnico de I Fenici, Marco Quattrociocchi: «Essere stati scelti da Sergio Zorzi, probabilmente il più grande formatore di rugby in Italia e in Europa, è motivo di enorme orgoglio. Il fatto che abbia scelto un club ai confini del Paese dal punto di vista sportivo rappresenta per noi un riconoscimento importante».
Lo stesso Sergio Zorzi ha spiegato il significato del titolo del libro e della sua esperienza educativa maturata in oltre cinquant’anni di rugby: «I fili invisibili sono quelli che uniscono i cuori delle persone, che legano intenti e passioni. In questo libro non parlo soltanto di tecnica o schemi, ma soprattutto dell’aspetto educativo. Il rugby deve aiutare i ragazzi a crescere attraverso il rispetto, la condivisione e la resilienza».
Zorzi ha poi elogiato la realtà marsalese: «Qui a Marsala ho trovato persone che mettono cuore e anima in ciò che fanno. I Fenici Rugby sono la dimostrazione che lo sport può attecchire ovunque quando c’è passione».
Tra gli ospiti presenti anche Simone Favaro, oggi formatore della “Akkademia SZ13”, che ha rimarcato il valore umano dell’esperienza condivisa: «Il filo che ci lega è quello dei valori. Siamo persone disposte al sacrificio e desiderose di migliorarsi e fare del bene agli altri. È una famiglia allargata dove ci si sente subito a casa».
Soddisfatto anche il vicepresidente de I Fenici, Sigfrido Russo, che ha evidenziato l’importanza della presenza di Favaro e dello stesso Zorzi a Marsala: «Quei famosi fili invisibili di cui parla Sergio finiscono sempre per metterci in connessione. Siamo veramente onorati di aver ospitato lui e Simone in questa prima presentazione del libro».