A ottant’anni dall’entrata in vigore dello Statuto speciale della Sicilia, il dibattito sull’autonomia regionale torna al centro della politica siciliana. Per l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino, lo Statuto rappresenta “un traguardo storico”, ma oggi necessita di un profondo aggiornamento per rispondere alle sfide contemporanee.
Secondo Savarino, lo Statuto speciale non sarebbe stato pienamente valorizzato nel corso dei decenni e andrebbe ripensato alla luce di un’Europa e di uno scenario geopolitico profondamente cambiati rispetto al secondo dopoguerra.
“È necessario ripensare il ruolo della Regione – ha dichiarato – in un’Europa profondamente diversa da quella uscita dalla guerra. La Sicilia può e deve assumere una funzione diplomatica di baricentro nel Mediterraneo e nello scenario internazionale”.
L’assessore ha sottolineato anche la necessità di modernizzare il sistema normativo e amministrativo regionale. “Occorre aggiornare le competenze legislative e rendere più rapidi i processi decisionali. Troppo spesso idee e progetti si scontrano con i tempi della burocrazia e con percorsi normativi complessi”.
Nel suo intervento, Savarino ha posto l’accento anche sul tema dell’insularità, che secondo l’esponente del governo regionale dovrebbe trasformarsi da limite a leva strategica di sviluppo. “Le nostre peculiarità devono diventare strumenti di crescita, con meccanismi automatici di riconoscimento e senza dover ogni volta affrontare trattative complesse”.
Infine, il richiamo all’identità siciliana: “Non sappiamo quanti siciliani siano orgogliosi dello Statuto speciale, ma certamente tutti siamo orgogliosi della nostra sicilianità. È su questo senso di appartenenza che dobbiamo lavorare per rafforzare autorevolezza e dignità della nostra terra”.
****
Caronia: “Non un reperto museale ma uno strumento per lavoro e infrastrutture”
Lo Statuto speciale siciliano non deve essere celebrato come “un reperto museale”, ma trasformato in uno strumento concreto per creare occupazione, infrastrutture e sviluppo. È la posizione espressa dalla deputata regionale Marianna Caronia durante il seminario promosso all’Assemblea regionale siciliana per gli 80 anni dello Statuto.
L’incontro si è svolto nella Sala Mattarella di Palazzo Reale, a Palermo, nell’ambito delle iniziative dedicate all’anniversario dello Statuto firmato il 15 maggio 1946, prima ancora della nascita della Costituzione italiana.
Per Caronia, lo Statuto nacque “dalle lotte del popolo siciliano per superare i limiti dell’insularità” e oggi deve tornare a incidere sulla vita quotidiana dei cittadini: dall’autonomia finanziaria alla gestione dei beni culturali, fino alla rappresentanza femminile nelle istituzioni.“La nostra autonomia – ha affermato – è stata troppo spesso applicata solo parzialmente. Dobbiamo rivendicare con forza la piena attuazione delle norme finanziarie, come l’articolo 37, affinché la ricchezza prodotta in Sicilia rimanga sul territorio a beneficio di imprese e famiglie”.
Secondo la parlamentare di Noi Moderati, l’autonomia non può essere considerata un privilegio, ma una responsabilità politica e amministrativa. Per questo, guardando al futuro, lo Statuto dovrebbe diventare “una leva per l’occupazione giovanile, le infrastrutture e la transizione energetica”.
Caronia ha inoltre chiesto una modernizzazione delle procedure amministrative regionali per rendere “più agile” la macchina burocratica siciliana. “Serve lavorare insieme, oltre ogni colore politico, affinché l’orgoglio siciliano si traduca in servizi efficienti e benessere reale per i cittadini”.
****
Chinnici: “Investirei sulla scuola per cambiare il futuro della Sicilia”
Investire sull’istruzione, a partire dai bambini più piccoli, utilizzando le prerogative dello Statuto speciale siciliano. È la visione lanciata dalla deputata regionale del Pd Valentina Chinnici nel corso del seminario “La Biblioteca dell’ARS per gli 80 anni dello Statuto”.
L’iniziativa, promossa dalla Commissione Biblioteca dell’Assemblea regionale siciliana, si è svolta a Palermo e ha aperto un ciclo di incontri dedicati alla cultura politica e al ruolo delle istituzioni regionali.
“Se fossi Presidente della Regione – ha dichiarato Chinnici – userei lo Statuto per investire tantissimo sull’istruzione, in particolare nel settore 0-6 anni e nella scuola primaria, ambiti sui quali la Regione ha competenza esclusiva”.
Per la parlamentare democratica, il futuro della Sicilia si gioca soprattutto nell’educazione e nelle opportunità offerte ai più giovani. “Una Sicilia che investe sui più piccoli è una Sicilia che sceglie di non essere più ultima in Europa”.
Chinnici ha spiegato che il seminario rappresenta il primo appuntamento di un percorso più ampio volto a rilanciare il valore della politica e della conoscenza delle istituzioni. “Lo Statuto siciliano non è un documento museale, ma una leva di sviluppo”, ha sottolineato.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche esperti, accademici e rappresentanti del mondo associativo, tra cui il costituzionalista Giuseppe Verde e l’economista Gioacchino Fazio. A moderare il dibattito il direttore di Live Sicilia Roberto Puglisi.
Al centro della riflessione, il ruolo dello Statuto speciale a ottant’anni dalla sua approvazione, tra autonomia, risorse economiche e nuove politiche per il futuro dell’Isola.