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19/05/2026 06:00:00

Cefpas nella bufera: assunzioni a parenti e amici di politici. Esplode il caso

Doveva essere il centro dell’alta formazione sanitaria in Sicilia. Un luogo deputato all’aggiornamento del personale medico, alla crescita professionale degli operatori del sistema sanitario regionale, alla costruzione di competenze e qualità nei servizi pubblici. E invece oggi il Cefpas — il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario — finisce travolto da un caso politico che rischia di trasformarsi nell’ennesima fotografia di una Sicilia dove il merito viene spesso sacrificato sull’altare delle appartenenze.

 

Al centro delle polemiche ci sono una serie di assunzioni che, secondo le opposizioni, raccontano molto più di semplici coincidenze. A sollevare il caso sono state le interrogazioni parlamentari depositate dal Partito Democratico, a firma del deputato Nello Dipasquale, e dal deputato regionale Ismaele La Vardera di Controcorrente.

Ed è stato proprio La Vardera, intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana, ad alzare il livello dello scontro politico, facendo nomi e cognomi di persone assunte all’interno dell’ente e sottolineando i loro rapporti di parentela, vicinanza politica o collaborazione con esponenti della maggioranza di governo.

 

“In un ente che riceve soldi dalla Regione — ha attaccato in Aula — assistiamo a uno scandalo clamoroso. Ho chiesto un’audizione in commissione e spero che gli organi competenti si muovano”.

Secondo quanto denunciato dal deputato, tra gli assunti figurerebbero:

  • Simona Sinatra, moglie del deputato di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto
  • Onofrio Magro, autista del deputato di Forza Italia Michele Mancuso
  • Carmelo Esposito, fidanzato della figlia dello stesso Michele Mancuso
  • Leandro Campisi, figlio dell’ex sindaco di Caltanissetta
  • Dario Di Fazio, ex coordinatore giovani della Lega di Caltanissetta
  • Epifanio Candurra, nipote dell’assessora nissena Giovanna Candurra
  • Daiana Incorre, consigliera comunale di Campobello di Licata di Noi Moderati
  • Maurizio Bongiorno, figlio del sindaco di Racalmuto
  • Alessia Capozza, consigliera comunale di Casteltermini, vicina al deputato Riccardo Gallo Afflitto
  • Daniele Territto, presidente del consiglio comunale di Serradifalco ed ex presidente provinciale del PD di Caltanissetta, dimessosi a fine marzo 2026

 

Un elenco che ha immediatamente acceso il dibattito politico e mediatico, perché il punto non è soltanto la legittimità formale delle assunzioni — tutta da verificare nelle sedi competenti — ma soprattutto l’opportunità politica e morale di certe scelte.

 

Perché il Cefpas non è un ente qualunque. Vive grazie a fondi pubblici e dovrebbe rappresentare un presidio strategico per la sanità siciliana, una regione che continua a fare i conti con carenze di personale, liste d’attesa infinite, pronto soccorso al collasso e cittadini costretti spesso a emigrare per curarsi.

Ed è inevitabile che, davanti a nomi legati direttamente o indirettamente alla politica, si alimenti il sospetto che, più che un centro di formazione, sia diventato uno stipendificio, un luogo dove il criterio della fedeltà o della vicinanza conta più della competenza.

 

Il tema, in fondo, è sempre lo stesso: la credibilità delle istituzioni. Perché ogni volta che un ente pubblico appare trasformato in terreno di compensazione politica, a perdere non è soltanto l’immagine della politica stessa, ma anche la fiducia dei cittadini. Soprattutto di quei giovani che studiano, si specializzano, inviano curriculum e partecipano a selezioni sperando che il merito possa ancora avere un valore.

E invece, troppo spesso, in Sicilia sembra servire altro: il cognome giusto, l’amicizia giusta, il riferimento politico giusto.

Il rischio è devastante. Perché quando un ente nato per formare eccellenze sanitarie diventa terreno di spartizione, il messaggio che passa è uno soltanto: nella pubblica amministrazione non vince chi è più preparato, ma chi è più vicino al potere.

 

Cefpas, il deputato Dipasquale presenta un nuovo esposto alla Procura della Corte dei Conti

Il deputato del Pd all’Ars, Nello Dipasquale, ha presentato un nuovo esposto alla Procura della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria del Cefpas, dopo la precedente interrogazione parlamentare e l’esposto già trasmesso alla Procura della Repubblica.

Al centro del nuovo esposto vi sono, in particolare, le anomalie riscontrate nell’andamento dei costi nei bilanci dell’ente, con un sensibile aumento delle spese per il personale, passato da 2.659.881 euro nel bilancio al 31/12/2025 a una previsione di 3.309.275 euro per il 2026. In crescita anche le prestazioni coordinate e continuative, da 1.076.647 euro al 31/12/2025 a 1.957.602 euro nel bilancio di previsione 2026. Una circostanza che, secondo Dipasquale, richiede verifiche puntuali e approfondite sotto il profilo della legittimità amministrativa e contabile.

“Il Cefpas rappresenta una delle eccellenze del sistema sanitario siciliano – dichiara Dipasquale – ed è un patrimonio pubblico strategico per la formazione e la qualificazione del personale sanitario. Proprio per questo deve essere amministrato con il massimo rigore, nella piena trasparenza e nel rispetto delle regole”.