Trapani si prepara a ricordare le vittime della Strage di Capaci con un momento di riflessione e memoria promosso nell’ambito della Giornata della Legalità.
Giovedì 22 maggio, alle ore 19:15, la Basilica Maria Santissima Annunziata ospiterà una serata dedicata a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi nell’attentato mafioso del 23 maggio 1992.
La cerimonia, organizzata dalla Prefettura di Trapani insieme alla Diocesi, ai Tribunali e alle Procure di Trapani e Marsala, oltre che alle forze dell’ordine del territorio, unirà parole e musica in un percorso di memoria civile aperto alla cittadinanza.
Interverranno il magistrato dott. Bernardo Petralia e Don Antonino Adragna. Ad accompagnare la riflessione saranno i “Preludi corali” di Johann Sebastian Bach, eseguiti dal maestro Leonardo Nicotra, organista titolare del Santuario Basilica Maria SS. Annunziata.
La strage di Capaci rappresenta uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana italiana. Quel pomeriggio del 23 maggio 1992, lungo l’autostrada A29 nei pressi di Capaci, un attentato organizzato da Cosa Nostra fece esplodere un tratto di carreggiata al passaggio della machina del giudice Falcone e della sua scorta. L’esplosione provocò la morte del magistrato, della moglie e degli agenti della scorta, segnando profondamente il Paese e aprendo una nuova stagione nella lotta alla mafia.
Perché con la cosiddetta "stagione stragista" gli attentati smisero di essere "soltanto" mafiosi e assunsero una dimensione diversa. Fino alla Strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, si configurò una stagione in cui fu Cosa Nostra a portare avanti, con modalità proprie, una vera e propria strategia della tensione. Terrorismo mafioso, dunque, che va oltre una logica puramente criminale e che puntò a colpire lo Stato, le istituzioni e l’opinione pubblica attraverso il terrore e la destabilizzazione.
È anche per questo che la Giornata della Legalità continua ad avere oggi un significato profondo. Come tutte le commemorazioni delle stragi, serve a restituire responsabilità alla memoria. E, in definitiva, a sottrarre la storia alla comoda categoria del mistero per riconoscerla, finalmente, per ciò che è stata: una stagione di violenza eversiva che ha segnato il Paese e che ancora oggi interroga coscienze, politica e istituzioni.
A distanza di 34 anni, il ricordo di quelle vittime continua ad avere un valore non solo commemorativo, ma anche educativo e civile. La Giornata della Legalità rappresenta infatti un’occasione per riaffermare il valore della giustizia, dell’impegno delle istituzioni e della responsabilità collettiva contro ogni forma di criminalità mafiosa.