Ecco la prima intervista ai candidati sindaco della città di Marsala; un format insolito per esplorare la persona oltre al personaggio. Per questo le domande sono mirate verso aspetti meno noti o comunque meno indagati, quando si parla di candidati politici. I singoli programmi che intendono portare avanti, infatti, sono e verranno ampiamente illustrati attraverso la comunicazione politica che ciascuno sceglierà di mettere in atto. La necessità di interrogarli su esperienze più personali e intime, potrebbe servire al lettore per conoscere e comprendere meglio chi si cela dietro la faccia più o meno già nota, quali esperienze umane e personali hanno contribuito alla sua formazione determinandone la personalità.
Il primo candidato intervistato è Leonardo Curatolo che così si presenta: sono nato a Marsala il 23 maggio del 1968, sono diplomato in ragioneria e sono un imprenditore. Ho vissuto per oltre trent'anni all'estero, sono stato un un sottufficiale della Marina Militare, esperienza di cui vado molto orgoglioso. Ho partecipato a diverse campagne militari con il Battaglione San Marco, in Somalia, Afghanistan , Kosovo. Sono sposato per ben due volte, ho tre figli e quattro nipoti. Nessun nomignolo in ambito familiare, ma negli ambienti militari sovente mi chiamavano Capo, anche in ambito lavorativo mi è capitato di sentirmi definire così. Evidentemente ho una sorta di alone da leader che mi viene riconosciuto anche in ambito amicale.
C'è una porta che le è stata chiusa in faccia anni fa e per la quale oggi, col senno di poi, sente quasi il bisogno di ringraziare chi gliel'ha sbarrata?
Più che parlare di una porta preferisco ringraziare chi non mi ha dato la possibilità di avere una vita, sin dall'infanzia, regolare, serena, in poche parole 'normale'. Ecco, potrà apparire strano, ma io ringrazio mia madre. Non ringrazio, come generalmente si sente, la mamma per tutto quello che ha fatto per me, ma la ringrazio per quello che non ha fatto: la madre. Io e i miei fratelli, infatti, siamo stati abbandonati da nostra madre in giovane età. E proprio grazie a questo che ho imparato presto a cavarmela da solo, a resistere e sopravvivere, nonostante tutto.
Ora proviamo ad alleggerire un po' il registro:
Qual è quella canzone che canta a squarciagola quando è da solo in macchina, ma che non ammetterebbe mai di ascoltare in pubblico?
Mi capita sovente di cantare a voce alta Montagne verdi di Marcella Bella, ma come vede non ho nessun timore ad ammetterlo anche pubblicamente, non mi spaventa passare per uno fuori moda.
Qual è il pregiudizio che i marsalesi hanno su di lei che la ferisce di più o che la fa più sorridere?
La cosa che mi ferisce di più dei miei concittadini è che molti, o meglio alcuni, ancora mi giudicano per via delle umili origini, il fatto che mia madre fosse, e non ne ho mai fatto mistero, una donna di facili costumi, insomma una prostituta. Questo fatto mi viene affibbiato come una colpa personale. Alcuni ambienti politici, soprattutto di Sinistra, si sperticano nella difesa dei più fragili, degli emarginati... ma quando qualcuno di questi dimostra che ce l'ha fatta, che è riuscito a riscattarsi nella vita, nonostante da posizione di svantaggio iniziale, pare proprio che non glielo si perdoni. E quando non vengo giudicato per le mie origini, allora si passa alla mia difficoltà espressiva in lingua italiana, al dileggio addirittura, senza considerare che io non ho potuto seguire un percorso scolastico regolare, sballottato sin da bambino da un istituto a un altro, collegi dove l'educazione scolastica non era una priorità. Nonostante ciò sono riuscito a diplomarmi, ma ho perso buona parte delle mie capacità espressive in italiano, durante i trent'anni di vita in Grecia, posso quasi considerare il greco, la mia lingua madre.
Quello che invece mi fa sorridere di alcuni miei concittadini è sicuramente la loro falsa nobiltà.
C'è una bugia che da bambino raccontava spesso e che oggi la fa sorridere?
La bugia che raccontavo spesso da bambino era legata, per l'appunto alla mia situazione familiare, era troppo difficile dire che mio padre era morto e che mia madre faceva quel mestiere, e allora m'inventavo che mio padre lavorava all'estero e mia madre era una maestra di scuola elementare. Ovviamente queste bugie oggi mi fanno sorridere, ma va da sé che non è stato facile affrancarmi da queste stigma.
L'ultima volta che ha pianto e l'ultima volta che le è capitato di ridere di gusto?
L'ultima volta che ho pianto veramente è stato quando avevo cinque anni. Dopo quell'episodio non sono più riuscito a piangere per nessuno. Mi trovavo in un collegio in Sicilia, insieme a me c'era un altro bambino più o meno della mia stessa età, Alfonso. Ebbene, quella volta ho subito un abuso fisico molto pesante, preferisco evitare i dettagli. Eravamo costretti a pancia in giù e durante l'abuso dolorosissimo, ho preso la mano del mio compagno di sventura, e con gli occhi colmi di lacrime gli ho detto di fare finta di non essere in quel posto, di scappare insieme a me anche se solo con l'immaginazione. Come ho già detto, dopo questo episodio non sono più riuscito a piangere veramente, nessun altro dolore è stato altrettanto devastante.
C'è mai stato un momento, in una situazione formale o importante, in cui ha pensato: "Ma io che ci faccio qui?"
Non mi è mai capitato di sentirmi nel posto sbagliato, per un motivo molto semplice: ritengo che tutto ciò che ci capita nella vita serva a qualcosa. Ovunque io mi trovi, anche se li per lì non mi è chiaro il mio ruolo, sono convinto che ci sia sempre un motivo che magari mi sarà chiaro dopo qualche tempo. Nulla, secondo me, ci accade per caso. Cerco piuttosto di cercare di comprendere da subito a cosa potrebbe servirmi quella esperienza. Diciamo che la mia università è stata la vita, una frase che può sembrare abusata se non addirittura una scusa per quanti non hanno fatto un percorso di studi serio. Nonostante ciò so riconoscere il valore e l'impegno di quanti hanno studiato e anzi mi verrebbe da dire che una sola laurea è troppo poco, ce ne vorrebbero almeno tre. La mia mancanza di studi regolari è una grande lacuna che io per primo riconosco, certe cose bisogna proprio studiarle, non basta formarsi con l'esperienza sul campo. Penso però che su questa lacuna posso lavorarci, non è mai troppo tardi per imparare.
Qual è la persona a cui deve ancora delle scuse, o quella che non è ancora riuscito del tutto a perdonare?
Le prime scuse che mi sento di fare sono quelle verso i miei figli. Lo ammetto, non sono riuscito a coniugare il lavoro con la famiglia. Sono stato un padre spesso assente. Non ho seguito il loro percorso di crescita, ma per fortuna c'era la figura materna presente, e penso che anche a questa devo delle scuse. Per quanto riguarda invece il perdono, posso solo dire che non sono mai stato capace di odiare qualcuno, anche quando ho subito esperienze traumatiche forti, anziché nutrire odio verso i miei aguzzini sono arrivato al punto di pensare che sia stato meglio averlo subito io piuttosto che altri ragazzini più fragili. Troppe volte ho visto tentativi di autolesionismo da parte di compagni di collegio incapaci di gestire quella sofferenza. Ovviamente stiamo parlando di cinquant'anni addietro, oggi le cose dovrebbero essere cambiate, si spera.
C'è un momento della sua vita in cui ha cambiato completamente idea su qualcosa che credeva certo?
No. sinceramente non ricordo nulla del genere, così a freddo.
Mi racconti di quella volta in cui l'amore l'ha resa completamente impotente, ridicolizzando ogni sua logica o ambizione. Come ne è uscito e cosa ha capito di sé in quel momento di 'disarmo'?
Preferisco raccontarle di un episodio che non vede me coinvolto in prima persona, ma spettatore di un atto d'amore assoluto, autentico... il volto era quello di una donna, un'infermiera italiana, durante una missione militare. Ebbene, questa donna, la prima vittima non ufficiale, del conflitto, prima ancora di un soldato, ha messo il suo corpo come scudo per proteggere le altre donne malate che stava curando. E noi militari, soldati, abbiamo assistito a questa scena inermi. Ecco, quella volta ho visto il volto del vero Amore, quello con a maiuscola, che mai più ho incontrato nella mia vita. A me personalmente non è mai capitato di vivere esperienze così potenti in amore, ritengo che questo sia anche il risultato della mia infanzia tanto complicata. Ho costruito una corazza troppo difficile da posare.
Qual è stata l'ultima volta che ha ammesso a sé stesso: 'Su questo argomento sono un ignorante' e si è messo a studiare da zero, rinunciando a ore di sonno o alla vita sociale?
Ecco, diciamo che proprio in questa nuova impresa da candidato a sindaco, ho dovuto prendere coscienza della mia ignoranza in questa materia. La prima cosa che ho deciso di studiare è stata proprio la Costituzione, quella che io ritengo essere la bibbia per chi vuole fare politica. Poi naturalmente sarà necessario capire bene come funziona la macchina amministrativa di una città. So perfettamente di non avere le conoscenze specifiche in questo ambito, come del resto non le hanno molti che fanno o hanno fatto politica, ho però una buona esperienza imprenditoriale. Ho avuto un'azienda con 136 dipendenti con un fatturato di oltre 180 milioni di euro nel settore import-export di prodotti alimentari. Gestisco attività anche in ambito turistico. Sono perfettamente consapevole che gestire un'azienda non può essere sovrapponibile con l'amministrazione di un Comune, tuttavia ritengo che ci siano delle affinità. Nel 2011 sono stato premiato dal ministro Tremonti proprio per le mie capacità imprenditoriali, non credo che mi si possa dire che sono uno sprovveduto. Certo ho molto da imparare, ma ritengo che chi ammette i propri limiti già è avvantaggiato perché sa perfettamente che deve costruire una squadra di professionisti seri e capaci proprio per affrontare le lacune che sa di avere. Uno come me non può permettersi di circondarsi di amici raccomandati; ho la necessità di fare squadra con eccellenze in ogni ambito.
La domanda "dello specchio"
"Immagini di trovarsi davanti alla persona che in questo momento, a Marsala, la detesta di più in assoluto, o che è stata più delusa da lei. Non può parlare di politica, non può fare promesse elettorali. Guardandola negli occhi, qual è l'unica cosa di lei — come essere umano — che vorrebbe che quella persona capisse davvero?"
Vorrei che la persona che ho davanti riuscisse a leggere nel mio cuore, nelle mie intenzioni vere. Nessuno oggi a Marsala potrebbe rimproverarmi per qualcosa che ho o non ho fatto. Sono una sorta di cigno nero, l'evento non atteso... se riuscirò a trasmettere ciò che davvero il mio cuore sente rispetto all'amore che provo per questa città, allora potrei anche sparigliare le carte.
Giovedì 28 maggio, dalle 14:30 alle 18:00, lo spazio formativo di Liuzza in contrada San Silvestro ospita una demo collettiva dedicata alle nuove tendenze della colazione in pasticceria. A condurla sarà Ciro...
Nome, cognome, titolo di studio, nomignolo e attività lavorativa.Andreana Maria Patti. Sono nata a Marsala, in Contrada Berbarello, il 10 maggio del 1972. Sono laureata in Giurisprudenza e abilitata alla professione di avvocato. Attualmente...
La campagna fiscale 2026 è già in corso e per migliaia di contribuenti trapanesi è il momento di raccogliere documenti, verificare detrazioni e presentare la dichiarazione dei redditi. Quest'anno le...
Ecco la prima intervista ai candidati sindaco della città di Marsala; un format insolito per esplorare la persona oltre al personaggio. Per questo le domande sono mirate verso aspetti meno noti o comunque meno indagati, quando si parla di...
Essepiauto ha avviato la campagna "Supersconto + Sottocosto" nelle sedi di Trapani e Mazara del Vallo: oltre 160 vetture usate disponibili in pronta consegna con riduzioni di prezzo che arrivano fino a 8.000...