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22/05/2026 17:56:00

Trapani, guerra sui social del Comune: arriva il regolamento anti propaganda

A Trapani la battaglia politica passa ormai anche da Facebook, dalle dirette streaming e dai commenti sotto i post istituzionali. Ed è dentro questo clima, fatto di accuse incrociate e polemiche sempre più frequenti sulla comunicazione del Comune, che nasce la proposta di regolamento per disciplinare l’utilizzo dei social media istituzionali dell’ente votata nel consiglio comunale del 21 maggio scorso.

 

Il documento, protocollato il 20 marzo 2026 e firmato dai consiglieri Maurizio Miceli, Tumbarello, Lamia e Gianformaggio, punta a fissare regole precise sull’uso delle pagine ufficiali del Comune di Trapani. 

Formalmente si tratta di una proposta tecnica: definire criteri di trasparenza, imparzialità e neutralità nella comunicazione pubblica. Politicamente, però, il provvedimento arriva dopo mesi di scontri sull’utilizzo della pagina Facebook “Città di Trapani”, più volte contestato dall’opposizione, che accusa il sindaco Giacomo Tranchida di utilizzare i canali istituzionali per una comunicazione personale e politica. 

 

Non è una polemica nuova. Già nel 2023 l’opposizione aveva tentato di introdurre un regolamento sulla pagina Facebook istituzionale del Comune, senza però riuscire a ottenere l’approvazione dell’aula.  Negli ultimi mesi, inoltre, il tema è riesploso attorno al cosiddetto “caso Vultaggio”, con le accuse rivolte al portavoce del sindaco Pietro Vultaggio di contattare privatamente cittadini critici verso l’amministrazione attraverso Messenger. 

 

La vicenda ha alimentato ulteriormente il sospetto, coltivato dalle opposizioni, che il confine tra comunicazione istituzionale e attività politica sia diventato troppo sottile. Sullo sfondo resta anche la questione, più volte sollevata da Assostampa e dai consiglieri comunali, dell’assenza di un vero ufficio stampa comunale, con la comunicazione dell’ente affidata prevalentemente a figure di nomina fiduciaria. 

 

Dentro questo contesto si inserisce la proposta di regolamento presentata da Fratelli d’Italia.

Il testo parte da una premessa netta: i social media rappresentano oggi strumenti centrali nel rapporto tra amministrazione e cittadini e, proprio per questo, devono essere utilizzati esclusivamente per finalità istituzionali, nel rispetto di principi di correttezza, imparzialità e trasparenza. 

 

La proposta prevede che i canali ufficiali del Comune — Facebook, Instagram, X/Twitter, YouTube e altre piattaforme analoghe — siano di esclusiva titolarità dell’ente, gestiti soltanto da personale autorizzato e destinati esclusivamente alla diffusione di contenuti istituzionali: servizi, avvisi pubblici, attività amministrative ed eventi. 

Nel regolamento viene inoltre inserito un esplicito divieto di propaganda politica e promozione personale attraverso i social del Comune. 

 

Altro punto centrale è quello della trasparenza del Consiglio comunale: il testo chiede la trasmissione in diretta streaming delle sedute consiliari attraverso il sito istituzionale e almeno una piattaforma social ufficiale, oltre alla creazione di un archivio digitale accessibile ai cittadini con tutte le registrazioni delle sedute. 

 

 

Ma il confronto si è rapidamente trasformato in scontro politico.

Il Partito Democratico ha spiegato di avere votato il regolamento “perché ne condivide i principi ispiratori: trasparenza e pubblicità dell’azione amministrativa”, ma ha accusato Fratelli d’Italia di avere tentato di introdurre, tramite emendamenti poi ritirati, norme che avrebbero inciso sulla sfera privata dei dipendenti comunali.

 

Secondo il PD, alcune modifiche proposte avrebbero potuto limitare la libertà di espressione dei lavoratori, arrivando persino a ipotizzare procedimenti disciplinari per comportamenti riconducibili alla vita privata e all’utilizzo dei telefoni personali.

Nel comunicato, i democratici definiscono “politicamente grave e culturalmente inquietante” una frase attribuita al coordinatore di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli, secondo cui qualcuno “agirebbe perché ha la tessera del PD”, in riferimento ad un funzionario del Comune.

Per il partito, si tratterebbe di un’impostazione incompatibile con i principi democratici e con la libertà di pensiero garantita dalla Costituzione.

 

 

Fratelli d’Italia ha però respinto con forza le accuse. Il capogruppo del partito sostiene che il regolamento riguardi “esclusivamente l’utilizzo delle pagine ufficiali dell’Ente” e che “non esiste, né è mai esistita, alcuna volontà di limitare o controllare i profili personali dei dipendenti comunali”.

Per FdI, parlare di attacco alla libertà di espressione sarebbe una “forzatura costruita unicamente per alimentare polemiche politiche”, mentre il vero obiettivo del regolamento sarebbe quello di evitare che la comunicazione istituzionale venga “piegata a interessi di parte”.

La sensazione, però, è che dietro il dibattito sui social si stia consumando qualcosa di più profondo: uno scontro politico permanente sul controllo della narrazione pubblica della città. Perché a Trapani, ormai, la comunicazione istituzionale non è più soltanto un tema amministrativo. È diventata uno dei principali terreni della battaglia politica.



Cittadinanza | 2026-05-21 15:38:00
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