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24/05/2026 06:00:00

Cade davanti al Comune, la Corte ribalta tutto: “Non fu colpa dell’anziana”

Per quasi nove anni quella caduta è rimasta sospesa tra una botola rialzata, una donna anziana finita a terra davanti al Municipio e una sentenza che aveva escluso responsabilità. Adesso però la Corte d’Appello di Palermo cambia completamente la storia: la caduta di Caterina Sammaritano, 71 anni, avvenuta davanti al Comune di Paceco, non fu una semplice distrazione.

La Corte ha infatti ribaltato la decisione del Tribunale di Trapani, accertando la responsabilità sia del Comune di Paceco sia di Telecom Italia per il sinistro avvenuto il 20 novembre 2017 in via Amendola.

 

Quella mattina Caterina Sammaritano stava camminando sul marciapiede insieme al marito. Tra i due però c’erano le grandi fioriere sistemate al centro del passaggio, che restringevano il percorso creando quello che i giudici definiranno poi un vero e proprio “corridoio obbligato”.

Secondo la ricostruzione accolta dalla Corte d’Appello, la donna inciampò sul bordo rialzato di una botola Telecom che sporgeva di circa 1,5 centimetri dal livello del marciapiede. Perse l’equilibrio e cadde violentemente a terra, riportando la frattura del femore e del braccio.

 

La scena venne ripresa anche dalle telecamere della zona. E proprio quei fotogrammi, insieme alle relazioni della Polizia Municipale, diventano oggi decisivi.

Nella sentenza vengono riportate le dichiarazioni dell’ispettore della Municipale Giuseppe Mondino, arrivato sul posto poco dopo il fatto: «Dalle immagini della telecamera e dalle foto estrapolate possiamo dire che abbiamo visto che il punto dove è caduta la signora è proprio la botola». E ancora: «La signora Sammaritano proveniva dalla parte in cui il coperchio della botola è sollevato di 1,5 cm».

 

L’ispettore conferma anche un altro particolare significativo: subito dopo l’incidente uno dei grandi vasi ornamentali venne spostato proprio sopra la botola «al fine di evitare ulteriori incidenti».

E qui arriva il vero ribaltamento della vicenda.

In primo grado il Tribunale di Trapani aveva respinto la richiesta di risarcimento degli eredi sostenendo che il dislivello fosse visibile e che la donna avrebbe potuto evitare la caduta usando maggiore prudenza.

 

La Corte d’Appello, invece, smonta quel ragionamento. Per i giudici palermitani il dislivello era insidioso e poco percepibile, soprattutto per una persona anziana costretta a passare in uno spazio ristretto tra muro e fioriere.

Nella sentenza si legge che il giudice di primo grado non ha valutato correttamente il contesto del luogo, le immagini e le testimonianze raccolte dalla Municipale. Per questo viene escluso qualsiasi concorso di colpa della donna.

Ma il caso va oltre il semplice contenzioso civile. Perché la domanda che resta è profondamente politica e sociale: quanto sono sicuri i marciapiedi per gli anziani?

 

Paceco e Trapani sono territori sempre più anziani. Secondo i dati demografici più recenti, nel Trapanese gli over 65 crescono costantemente mentre aumenta l’indice di vecchiaia. E allora una botola rialzata, un passaggio stretto, una fioriera messa male smettono di essere dettagli urbani e diventano un problema di sicurezza pubblica.

 

La stessa Corte d’Appello richiama indirettamente proprio questo principio: non si può scaricare automaticamente sul cittadino fragile la colpa di “non avere fatto attenzione”, soprattutto quando il pericolo è poco visibile e il passaggio è obbligato.

La causa adesso proseguirà per quantificare il risarcimento spettante agli eredi di Caterina Sammaritano. Ma il punto centrale è già stato fissato nero su bianco dalla Corte: quella caduta davanti al Comune, secondo i giudici d’appello, non fu colpa dell’anziana.