Dal primo giugno tornerà operativa la mensa interna dell’ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano. Una notizia normale, verrebbe da dire. E invece no: perché per anni i pasti sono arrivati da altri comuni, con un costo aggiuntivo per le casse pubbliche di circa 22 mila euro al mese.
La svolta arriva a meno di tre settimane dall’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi. L’Asp di Trapani ha consegnato alla ditta Innova Spa i locali della cucina, permettendo così la riattivazione del servizio interno.
La denuncia del M5S
«È un risultato importante, che dimostra ancora una volta quanto sia necessario il controllo politico e istituzionale sull’operato della pubblica amministrazione», afferma Ciminnisi.
La deputata sottolinea però il punto politico della vicenda: un servizio essenziale, secondo lei, non avrebbe dovuto attendere interrogazioni o denunce pubbliche per essere ripristinato.
Con la riapertura della mensa sarà sospeso anche il rimborso aggiuntivo riconosciuto alla ditta appaltatrice per l’inutilizzabilità dei locali. Tradotto: meno costi per l’Asp e, quindi, per i cittadini.
I costi da chiarire
La vicenda, però, non si chiude qui. Restano da chiarire i costi sostenuti negli anni per il trasporto dei pasti, le eventuali responsabilità amministrative e l’accordo conciliativo da 66 mila euro relativo a un centro cottura mai entrato nella disponibilità dell’Asp. Tutti aspetti già sollevati nell’interrogazione della deputata M5S.
«La buona sanità non si misura soltanto nei reparti, ma anche nella capacità di gestire con serietà ed efficienza tutto ciò che ruota attorno all’assistenza», dice Ciminnisi.
L’appalto in scadenza
Ora l’appalto è vicino alla scadenza. Per Ciminnisi l’Asp deve cambiare metodo: basta rincorrere emergenze quando diventano pubbliche, serve programmare per tempo gare e servizi essenziali.
«Continueremo a vigilare affinché il denaro pubblico venga speso nell’interesse dei cittadini e non per tamponare ritardi e inefficienze», conclude la deputata.