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09/05/2026 06:00:00

Cucina chiusa e pasti trasportati: scoppia il caso all’ospedale di Castelvetrano

La cucina dell’ospedale di Castelvetrano è finita sotto osservazione. 

 

La deputata regionale del M5S, Cristina Ciminnisi, ha sollevato la questione: “Da anni la cucina dell’Ospedale di Castelvetrano è chiusa. E invece di ristrutturarla e restituire all’ospedale un servizio interno efficiente, si continuerebbero a spendere circa 22.000 euro al mese per trasportare pasti da altri Comuni della provincia. Una situazione assurda: soldi pubblici bruciati ogni mese in trasporti, logistica e soluzioni tampone diventate ormai strutturali, con ricadute anche sugli ospedali di Mazara del Vallo e Salemi”.

La deputata pentastellata ha chiesto al governo regionale: “Quanti soldi sono stati spesi in tutti questi anni? E soprattutto, sarebbe costato meno rifare direttamente la cucina di Castelvetrano invece di mantenere all’infinito questo sistema inefficiente?”.

 

La questione riguarderebbe anche una “transazione da 66.000 euro per un centro cottura che non sarebbe mai entrato in funzione. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare. Perché, mentre si continua a negare ai siciliani una sanità pubblica efficiente, assistiamo a sprechi e scelte gestionali senza alcuna visione”.

 

ASP: ultimatum alla ditta “Innova Spa”, ma prima la continuità assistenziale

L’Asp di Trapani accelera sulla riapertura della cucina interna dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano e chiede alla società che gestisce il servizio mensa di avviare immediatamente le attività necessarie per rendere operativo il punto cottura all’interno del presidio ospedaliero.

Dopo mesi di gestione in regime emergenziale, con i pasti destinati ai pazienti preparati e trasportati dall’esterno, l’Azienda sanitaria provinciale punta ora a riportare il servizio alla piena normalità. Secondo quanto emerge dalla comunicazione inviata alla ditta, l’Asp ritiene che i locali siano ormai pronti sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità e che siano stati completati anche gli ultimi interventi di manutenzione necessari per consentire la ripresa dell’attività.

 

La posizione dell’Azienda sanitaria appare chiara: occorre superare definitivamente una situazione provvisoria che si trascina da mesi e che ha comportato costi aggiuntivi per l’amministrazione pubblica.

Nel frattempo, proprio per garantire la continuità assistenziale e scongiurare interruzioni del servizio ai pazienti ricoverati, l’Asp aveva scelto di mantenere un approccio prudente, assicurando il servizio attraverso pasti veicolati dall’esterno e riconoscendo alla società anche somme aggiuntive per evitare contenziosi e garantire la prosecuzione delle attività.

Adesso, però, l’Azienda sanitaria intende chiudere la fase transitoria. Nella nota inviata alla ditta viene infatti sollecitato l’avvio immediato delle operazioni di allocazione delle attrezzature e di sanificazione dei locali, passaggi ritenuti indispensabili per la riapertura della cucina interna.

L’Asp avrebbe inoltre fissato un termine preciso entro cui procedere.

In assenza dell’attivazione del punto cottura entro la fine del mese, non verrebbero più riconosciuti i costi straordinari sostenuti finora per la fornitura dei pasti dall’esterno. Una scelta che l’Azienda considera necessaria per riportare il servizio entro i parametri previsti dal contratto e contenere ulteriori aggravi economici.

L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire un servizio mensa efficiente direttamente all’interno dell’ospedale castelvetranese, migliorando l’organizzazione e ottimizzando le risorse disponibili.



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