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27/05/2026 11:08:00

Alcamo ricorda don Giuseppe Rizzo, prete sociale e precursore del popolarismo di Sturzo

Venerdì 29 maggio al Centro Congressi Marconi un incontro sulla figura del fondatore della Cassa rurale, con pellegrinaggio alla tomba nella Chiesa Madre e visita guidata alla cappella progettata da Paolo Portoghesi.

Alcamo torna a fare i conti con una delle figure più rilevanti della sua storia religiosa e civile. Venerdì 29 maggio, alle 19, il Centro Congressi Marconi ospita un incontro dedicato a don Giuseppe Rizzo (1863-1912), il sacerdote alcamese che fondò la Cassa rurale per sottrarre i contadini all'usura e che per il suo impegno sociale pagò anche con il carcere.

L'iniziativa, organizzata dalla comunità ecclesiale della città nell'ambito del IV vicariato della Diocesi di Trapani, prevede una lettura a due voci del profilo di don Rizzo. Lilli Genco, giornalista e studiosa che al sacerdote ha dedicato saggi e documentari, ne ricostruirà il percorso di prete sociale sulle orme dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII. Giampiero Dell'Oca, docente e già amministratore locale nel comune di Delebio (Sondrio), si soffermerà invece sul volume "Don Rizzo, una vita per gli altri" di Giacomo Romano Davare.

I lavori saranno aperti dal vicario foraneo don Franco Finazzo e dall'arciprete della Chiesa Madre don Enzo Santoro, e moderati da don Fabio Pizzitola, parroco della parrocchia del Sacro Cuore e direttore dell'ufficio catechistico diocesano.

Il pellegrinaggio alla Chiesa Madre e la cappella di Portoghesi

Al termine dell'incontro i partecipanti raggiungeranno in pellegrinaggio la Chiesa Madre per fare visita alla tomba di don Rizzo. Le sue spoglie riposano dal 1995 nella prima cappella della navata destra, progettata dall'architetto Paolo Portoghesi: un intervento di architettura contemporanea all'interno della basilica barocca, pensato per esaltare il rapporto tra terra e cielo attraverso il gioco della luce sulla materia. Il monumento funebre che la cappella custodisce è opera dello scultore Paolo Borghi, un bassorilievo in marmo bianco delle Apuane che raffigura il presbitero insieme ad allegorie ispirate ai capolavori di Giacomo Serpotta.

Saranno gli architetti Vincenzo Settipani e Francesco Parrino a guidare i presenti in una lettura artistica degli spazi.

Chi era don Giuseppe Rizzo

Nato ad Alcamo il 22 dicembre 1863 da una famiglia povera, ordinato presbitero nel 1888 nel seminario di Mazara del Vallo, don Rizzo dedicò i primi anni di sacerdozio ai giovani, fondando un oratorio sul modello di don Bosco che arrivò a raccogliere oltre 500 ragazzi. La sua azione si allargò presto al sociale: un segretariato del popolo, una cucina per i poveri e, soprattutto, la Cassa rurale — nata con l'obiettivo preciso di liberare i contadini dall'usura che, all'epoca, praticava tassi dal 25 al 100 per cento.

Del primo istituto fu direttore lui stesso, senza mai accettare compenso. L'inaugurazione subì però un ritardo forzato: nel 1903 don Rizzo venne arrestato in seguito a una sommossa popolare contro un dazio, salvo poi essere pienamente scagionato dal tribunale di Trapani con una sentenza che ne tesseva l'elogio. I giornali dell'epoca lo definirono "il don Albertario siciliano", accostamento al celebre prete milanese che dà la misura del peso che la sua figura aveva raggiunto nel movimento cattolico dell'isola.

Giornalista oltre che sacerdote, diresse prima "Il Circolo Don Bosco" e poi "Il Granellino", fogli attraverso cui formava i fedeli in un clima segnato da un forte anticlericalismo. Morì il 17 aprile 1912, a soli 48 anni. La Cassa rurale che fondò porta oggi il suo nome: è la Banca Don Rizzo, Credito Cooperativo della Sicilia Occidentale.

Info

L'incontro "Alcamo ricorda Don Giuseppe Rizzo" si terrà venerdì 29 maggio alle ore 19 presso il Centro Congressi Marconi, Alcamo. Ingresso libero.