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27/05/2026 15:11:00

Provincia di Trapani, persi oltre 6.600 abitanti in cinque anni. Quinci: “Emergenza senza alibi”

Il territorio trapanese continua a perdere abitanti. Secondo i dati elaborati dal Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province Italiane, organismo dell’Upi, il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha registrato un calo di 6.618 residenti nel periodo 2022-2026.

 

A commentare i dati è il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, che parla di una tendenza ormai strutturale.

“I numeri non mentono mai. Possono essere strumentalizzati, condizionati, soggetti ad interpretazioni di comodo, ma alla fine la loro forza emerge, la loro linearità finisce per affermarsi”, dichiara Quinci.

 

Il dato, secondo il presidente, restituisce la dimensione di un problema che riguarda non solo Trapani, ma buona parte del Mezzogiorno. La provincia si colloca al 20° posto a livello nazionale tra i territori con variazione demografica negativa. Su 100 province considerate, 64 registrano un calo della popolazione.

“Il territorio trapanese ha perso 6.618 abitanti nel periodo 2022-2026. Per definizione, viene considerato piccolo Comune un Ente con popolazione fino a 5.000 abitanti. In circa 5 anni abbiamo dunque subito un decremento pari ad un Comune di dimensioni significative”, sottolinea Quinci.

Nel territorio del Libero Consorzio, su 25 Comuni, 10 non raggiungono i 6.000 abitanti. Un altro dato evidenziato riguarda la fascia d’età tra i 14 e i 18 anni, che supera di poco quota 21 mila residenti.

Per Quinci, il decremento demografico non può essere affrontato con interventi isolati o soluzioni di facciata. “Sono numeri che non consentono di fornire alibi. Di accampare pretesti”, afferma.

 

Il presidente richiama il ruolo del Piano Strategico del Libero Consorzio, che sarà costruito con il supporto di KPMG Advisory, ma chiede un coinvolgimento reale del territorio.

“Rinnovo il mio appello agli attori sociali, economici e politici locali a dare un contributo fattivo e reale per consegnare alla società tutti gli elementi utili a costruire il Piano”, dice Quinci.

 

Tra i temi indicati come centrali ci sono trasporti, scuole, sanità, infrastrutture, turismo, ambiente, cultura, sicurezza e lavoro. Tutti ambiti che, secondo il presidente, devono diventare parte di una strategia complessiva.

“Decremento demografico, sicurezza, senza orpelli propagandistici, ma con misure legate ai servizi – trasporti che funzionano, scuole che superano la logica emergenziale, sanità senza intoppi e privilegi, infrastrutture sicure e moderne – turismo con un approccio scientifico, tutela del nostro patrimonio ambientale, cultura senza confini e posizioni elitarie ed il rispetto delle regole nei luoghi di lavoro e nella convivenza civile, devono trovare un momento di sintesi e trasformarsi in un indirizzo univoco nelle linee programmatiche del Piano”, conclude Quinci.