×
 
 
29/05/2026 22:00:00

Gioco d'azzardo, Federconsumatori: "In Sicilia il problema è allarmante"

 

Il gioco d’azzardo continua a crescere in maniera allarmante in Italia e la Sicilia si conferma una delle regioni più esposte al fenomeno. A denunciarlo è il nuovo “Libro Nero dell’Azzardo 2026”, curato da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL, che fotografa un sistema ormai fuori controllo: nel 2025 il volume complessivo del gioco d’azzardo ha raggiunto la cifra record di 165 miliardi di euro.

Secondo il report, a trainare la crescita è soprattutto il settore online, con conseguenze sempre più pesanti sul piano sociale, sanitario ed economico. Federconsumatori denuncia inoltre un progressivo oscuramento informativo da parte delle autorità nazionali, che renderebbe più difficile monitorare i dati territoriali e contrastare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.

 

Sicilia ai vertici dell’azzardo online

 

I dati relativi ai comuni siciliani delineano un quadro estremamente preoccupante. L’isola, insieme alla Campania, viene indicata come uno dei principali “motori” dell’azzardo online italiano.

Il caso più clamoroso riguarda Patti, in provincia di Messina, che risulta il primo comune italiano sopra i 10 mila abitanti per intensità di gioco online. Qui il volume pro capite nella fascia tra 18 e 74 anni raggiunge i 7.714,94 euro.

Anche tutti i capoluoghi siciliani superano la media nazionale del giocato online pro capite, fissata a 2.365,81 euro. In testa c’è Messina con 4.355,54 euro, seguita da Siracusa con 4.327,89 euro e Catania con 4.015,81 euro. Subito dopo compaiono Palermo con 3.828,74 euro e Trapani con 3.289,11 euro (qui l'approfondimento di tp24 con tutti i numeri nel trapanese). Più distanziate ma comunque sopra o vicine alla media nazionale anche Agrigento, Enna, Ragusa e Caltanissetta.

 

 

 

 

I piccoli comuni e il sospetto riciclaggio

 

Il rapporto evidenzia inoltre un fenomeno definito “decentramento del gioco”: enormi volumi finanziari si starebbero spostando dai capoluoghi verso centri molto più piccoli.

Tra i comuni con i dati più elevati figurano Pozzallo, Lipari, Partinico, Belmonte Mezzagno, Priolo Gargallo, Ficarazzi e San Gregorio di Catania.

Secondo Federconsumatori, molte di queste realtà presentano caratteristiche anomale perché in diversi casi si tratta di enti locali sciolti in passato per infiltrazioni mafiose oppure destinatari di beni confiscati alla criminalità organizzata.

“Esattamente come è accaduto l’anno scorso – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia Alfio La Rosa – non possiamo non essere preoccupati per questi dati. È chiaro che Patti, San Giovanni La Punta e tutti gli altri comuni siciliani fortemente sopra la media nazionale non sono dei covi di ludopatici: semplicemente in quei comuni ci sono delle centrali di gioco online utilizzate per riciclare denaro proveniente da attività illecite”.

 

Come funziona il riciclaggio attraverso il gioco online

 

Nel dossier viene spiegato anche il presunto meccanismo utilizzato per “ripulire” denaro illecito attraverso il gambling online. Il contante derivante da attività criminali verrebbe trasformato in crediti di gioco acquistati tramite i cosiddetti PVR, i punti vendita di ricarica.

Dal momento che i giochi online restituiscono in vincite una percentuale compresa mediamente tra l’86% e il 97% delle somme giocate, il denaro incassato risulterebbe formalmente “pulito”, cioè proveniente da vincite legali e trasferibile su conti correnti.

Federconsumatori ricorda inoltre che dal 13 maggio 2026 è entrato in vigore il decreto legge 41/2024, che introduce un tetto massimo di 100 euro settimanali per le ricariche dei conti di gioco effettuate presso i PVR. Secondo l’associazione, però, la misura rischia di non essere sufficiente, perché i limiti potrebbero essere aggirati aumentando semplicemente il numero dei conti utilizzati.