Si chiude con un'assoluzione definitiva una vicenda giudiziaria che per anni ha contrapposto il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida all'imprenditore Riccardo Agliano.
La Corte di Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la sentenza di condanna pronunciata nei confronti del primo cittadino, stabilendo che "il fatto non costituisce reato". Una decisione che ribalta completamente l'esito dei primi due gradi di giudizio, nei quali Tranchida era stato riconosciuto colpevole di diffamazione.
La vicenda nasce da alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco nel febbraio del 2018 durante una conferenza stampa convocata all'epoca dei fatti che coinvolsero l'allora vicesindaco di Erice, Angelo Catalano. Secondo l'accusa, Tranchida avrebbe definito Agliano un "imprenditore fallito", espressione ritenuta lesiva della reputazione dell'imprenditore.
Nel 2023 il Tribunale di Trapani aveva condannato il sindaco al pagamento di una multa di 1.500 euro e al risarcimento di 3.000 euro nei confronti di Agliano, costituitosi parte civile. La sentenza era stata poi confermata dalla Corte d'Appello di Palermo nell'ottobre del 2025.
Adesso è arrivato il verdetto definitivo della Suprema Corte.
La posizione del sindaco
In una nota diffusa dopo la sentenza, Tranchida sostiene di non avere mai attribuito ad Agliano una formale dichiarazione di fallimento.
"Non ho mai diffamato Riccardo Agliano e non ho mai detto che fosse stato dichiarato fallito", afferma il sindaco.
Secondo il primo cittadino, il procedimento avrebbe preso una strada sbagliata già nelle fasi iniziali, quando il giudice per l'udienza preliminare dispose accertamenti per verificare l'esistenza di eventuali sentenze di fallimento a carico dell'imprenditore e delle sue società.
Una ricostruzione che, secondo Tranchida, non corrispondeva al significato delle sue parole e che avrebbe condizionato l'intero processo.
"Sull'onda di tale errato imput, tanto il Tribunale quanto la Corte d'Appello di Palermo sono rimasti sordi alle mie difese", sostiene il sindaco, evidenziando invece come la Cassazione abbia accolto la sua interpretazione dei fatti.
Tranchida ribadisce di avere espresso in passato valutazioni critiche sull'affidabilità e sul profilo professionale di Agliano, ma di non averlo mai indicato come soggetto destinatario di una sentenza di fallimento.
Annullate le precedenti condanne
La pronuncia della Cassazione cancella dunque le decisioni dei giudici di primo e secondo grado e chiude definitivamente la vicenda.
"Ho sempre difeso con spalle larghe e schiena dritta tanto il Comune di Erice quanto quello di Trapani", conclude Tranchida, richiamando il contesto istituzionale nel quale furono rese le dichiarazioni finite al centro del processo.
Per il sindaco si tratta di una piena assoluzione dopo un lungo iter giudiziario durato oltre otto anni e concluso con il riconoscimento, da parte della Suprema Corte, dell'assenza di rilevanza penale nelle frasi contestate.